Asia Argento, dopo il dolore per la morte di Anthony, anche gli insulti. Ma c'è una novità importante

Non basta il dolore per la morte tragica del compagno, Anthony Bourdain. Ora anche gli insulti. L’ennesima palata di fango travolge l’esistenza di Asia Argento, da mesi al centro di una campagna diffamatoria e violenta a seguito della sua denuncia contro le molestie subite da parte di Harvey Weinstein e del suo impegno in prima persona nel movimento #metoo che ha unito tutte le donne del mondo occidentale decise a reagire alle violenze e ai ricatti sessuali. Ma per Asia Argento, che si è fatta forza di tanta cattiveria e che ha sempre risposto colpo su colpo ad accuse, insulti, insinuazioni al limite della querela (e infatti alcune querele sono pure partite), sembra davvero non esserci pace.

L'annuncio di X Factor e la bufera sul web

"Il nostro giudice Asia Argento nonostante stia vivendo un momento difficilissimo ha scelto di essere presente a Pesaro. Tutta la squadra di X Factor le è vicina e rispetta la sua scelta": è bastato che in un post pubblicato dai social di XFactor, di cui Asia è uno dei giudici, si desse notizia che l’attrice, colpita dal lutto, avrebbe comunque partecipato ai casting del programma previsti a Pesaro, che si scatenasse il solito putiferio. Chi la accusa di fregarsene, chi le rinfaccia alcune foto di qualche giorno fa in cui era stata paparazzata in compagnia di un giornalista francese, fino a chi addirittura la vede come possibile responsabile della tragica scomparsa di Bourdain. Insomma, una caterva di odio e di falsità, perché, come sempre accade sui social, le persone parlano senza sapere niente e, nel dubbio, puntano il dito e condannano. In questo revanchismo medievale poi, in cui il conformismo sembra farla da padrone, non poteva mancare chi si sente in dovere di spiegare come vada vissuto il lutto.  Poco importa il dolore che uno ha dentro, poco importa il modo in cui sceglie di reagire per non farsi sopraffare. No, gli odiatori del web hanno già emesso la loro sentenza di condanna perché, nelle loro menti conformiste e intrise di perbenismo di facciata, chi subisce un lutto dovrebbe rinchiudersi a casa e magari vestirsi di nero. Proprio come le antiche prefiche.

In tanti si schierano accanto ad Asia

Questa volta, però, sono in tanti e soprattutto in tante a prendere le difese di Asia, segno, forse, che qualcosa sta finalmente iniziando a cambiare e che le donne stanno faticosamente imparando a essere un po’ più solidali tra di loro. A cominciare dall’ex presidente della camera dei Deputati Laura Boldrini, che a sua volta ha dovuto combattere contro una campagna denigratoria a colpi di fake news durante tutto il suo mandato. Ecco cosa scrive su Twitter: "Cara @AsiaArgento quelli che ti scaricano addosso la loro violenza mentre tu stai vivendo questo difficile momento, li conosco. Li conosco e so quanto siano miserabili. Io sto con te, siamo in tante e tanti. Vedrai che vinceremo la nostra battaglia!". Ed ecco l’attrice Carolina Crescentini: “Lasciate in pace sia Argento e vergognatevi tanto tanto tanto”. E ancora Paola Turci: “Anche se non ti conosco di persona ti abbraccio con tutto il cuore”. La regista e sceneggiatrice Francesca Archibugi si spinge più in là e oltre alla solidarietà consiglia ad Asia una via di fuga, mentale: “È vero, gli haters sono orrendi, ma io non li vedo. Vedo invece tante persone dolci e intelligenti che si stringono ad Asia Argento e le vogliono più bene. Per come è”. Un consiglio, quello del famoso bicchiere mezzo pieno, che per sopravvivere ai social e alle sue falsità urlate dovremmo mettere in pratica in tanti.

La cinta dell'accappatoio come arma letale

Nel frattempo sono emersi alcuni dettagli sul suicidio di Anthony Bourdain. L’uomo si è ucciso nel bagno della sua camera d'albergo usando la cinta di un accappatoio. E gli investigatori non hanno alcuna ragione di credere che ci siano terze persone coinvolte. Dunque, ha sentenziato il procuratore di Colmar, "il caso è chiuso". Ma restano aperti tanti quesiti per un gesto che resta inspiegabile anche per i familiari e gli amici più stretti del celebre chef, diventato una amatissima star della televisione. Da un anno e mezzo compagno di Asia Argento, conosciuta a Roma proprio sul set di una delle trasmissioni in cui raccontava la gente dei posti visitati attraverso il cibo. L'ultima immagine di Tony, come lo chiamava chi gli voleva bene, è una foto scattata lunedì scorso proprio a Colmar, davanti al ristorante Petite Venise. L'ultimo post su Instagram è invece di martedì, uno scatto in cui scherzava sul suo sostanzioso pranzo: "Light lunch".

Caso chiuso? Resta il mistero

Bourdain era nella regione francese dell'Alsazia per girare l'ultimo episodio della sua trasmissione di successo 'Parts Unknown', in onda da oltre dieci anni sulla Cnn. Nel pittoresco villaggio di Kayserberg, dove si trova l'albergo che lo ospitava, La Chambard, ci sono due ristoranti tre stelle Michelin con cui si doveva realizzare parte della puntata in lavorazione. La sera prima della tragica scoperta il suo amico Eric Ripert, noto chef newyorchese, e altri dello staff lo aspettavano come sempre al ristorante Winstub per la cena, ma Anthony non si è presentato: "Ci è sembrato molto strano, ma abbiamo pensato che avesse deciso di andare da un'altra parte", ha raccontato il proprietario del locale. La preoccupazione è montata quando Bourdain non è si è visto nemmeno la mattina per la colazione. A quel punto hanno cominciato a chiamarlo invano al telefonino, prima che un addetto dell'hotel salisse nella sua stanza e facesse la tragica scoperta. "Nessun segno di violenza è stato trovato sul corpo senza vita di Bourdain", ha affermato il procuratore, sottolineando come gli esami tossicologici e l'autopsia sono stati ordinati solo per togliere ogni dubbio alla famiglia. Chi ha visto nelle ultime ore di vita Bourdain parla di un uomo tranquillo, senza comportamenti strani che lasciassero presagire il gesto di togliersi la vita. Un gesto che è stato sicuramente estemporaneo, d'impulso. Dettato da cosa, resta un mistero.