Le portano via i figli dopo un film hard girato in casa: disperazione e contraddizioni della donna

Roberta Rei, delle Iene, ha incontrato la mamma che ha deciso realizzare un film porno per onorare alcuni debiti. Ma durante il servizio emergono fatti che la donna non spiega

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Redazione Tiscali

Aveva fatto molto scalpore la notizia della mamma di Ospitaletto alla quale il giudice aveva tolto l’affidamento dei figli dopo che lei aveva girato un film pornografico proprio nella casa che abitava con la prole. La casalinga di 46 anni, che per l'esordio hard aveva scelto il nome d'arte di Daiana Mori, aveva affermato di essersi prestata per poter pagare i suoi debiti con Equitalia ma la sua scusa non era bastata ad evitare che le venisse intimato di lasciare la casa familiare (di proprietà dell’ex marito) e di rinunciare alla custodia dei figli di 14 e 16 anni.

L’appello alle Iene

La donna, disperata, si è rivolta a Le Iene per avere aiuto e, in effetti dall’intervista realizzata della iena Roberta Rei appare una donna distrutta dal dolore per la separazione dai figli che si chiede se può bastare avere girato un film porno per rinunciare ai propri figli. La redazione delle Iene però non si è fermata alle sue parole e ha intervistato pure le amiche di lei, che la difendono a spada tratta, il marito e il parroco che parlano invece di una persona con tanti problemi che forse è arrivata a prostituirsi, a bere e drogarsi, oltre che a rendersi disponibile per i filmini pornografici.

Le verifiche

Dopo avere raccolto queste testimonianze Roberta Rei è tornata dalla mamma, questa volta con le telecamere nascoste, per chiederle conto delle incongruenze riscontrate: le accuse di avere consumato cocaina e tre profili Facebook dai quali sembrerebbe emergere un’attività di prostituzione con messaggi equivoci e appuntamenti. Di fronte alla richiesta di chiarimenti le riposte della donna sono però apparse contraddittorie. Riguardo al consumo di cocaina, per esempio, la donna ammette di averne fatto uso solo una volta. Ma di fronte alla richiesta di analisi del capello (che permette di verificare se si è fatto uso di droghe negli ultimi mesi) nega il proprio consenso.