Francesca Barra: "Insultata e minacciata di morte con i miei figli. Adesso basta"

"Tutto è cominciato quando la mia storia con Claudio Santamaria è venuta alla luce. Io mi ero separata già ufficialmente ma per una donna non c'è scampo: lei è una zoccola, l'uomo un conquistatore"

Francesca Barra: 'Insultata e minacciata di morte con i miei figli. Adesso basta'
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

Insulti pesanti e minacce gravi, all’indirizzo suo e dei suoi figli ai quali viene augurata una morte lenta e dolorosa. È quanto sta subendo Francesca Barra, giornalista, conduttrice e scrittrice che sul suo account Facebook ha scritto un lungo post in cui denuncia di essere finita nel mirino degli haters. L'ennesima donna vittima dell'odio social e di pregiudizi duri a morire. "Se ti separi e hai una nuova storia non hai scampo: sei marchiata come una puttana. La donna è una zoccola, l'uolo un conquistatore. Da che mondo è mondo". Tiscali.it l’ha intervistata.

Francesca come è iniziata questa brutta storia?
“Tutto è cominciato questa estate quando è venuta alla luce la mia storia con Claudio Santamaria. Non che mi debba giustificare ma la racconto per contestualizzare il tutto. Questa estate, dopo aver ufficializzato con i miei familiari e con chi di dovere la separazione da mio marito, e quindi la fine del mio matrimonio, durato 12 anni e dal quale sono nati tre figli, sono andata con Claudio alla Festa della Bruna, a Matera. Si tratta di una festa molto nota in Basilicata e questo fa capire che se io avessi avuto qualcosa da nascondere non sarei certo andata in una delle feste più popolari della mia Regione dove io e Claudio siamo molto conosciuti, anche perché Claudio ha origini lucane. In quell’occasione un giornalista di SassiLive.it scrisse un articolo, tra l’altro molto corretto e senza nessun tipo di ricamo, nel quale affermò che io e Claudio eravamo insieme a questa Festa, anche perché siamo amici da quando eravamo bambini. Ed effettivamente Claudio e io ci conosciamo da quando avevamo 11 anni visto che io sono nata e cresciuta in Basilicata e lui veniva qui, a Policoro, in vacanza ogni estate perché sua madre è originaria di questa zona. Lui è stato il mio primo “lento”".

Poi cosa è successo?
A quel punto però un funzionario della Regione Basilicata ha pubblicato sul suo account Facebook un post in cui mi accusa di essere una zoccola e chiama in causa i miei figli, affermando una cosa falsa e crudele. Ho fatto una diffida proprio per dare la possibilità a questa persona di rimuovere il post. Un post che però è stato visibile a tutti, al punto che i miei vicini di casa e perfino mio figlio, il maggiore che ha 11 anni e mezzo, mi hanno chiesto spiegazioni sulla paternità della mia terzogenita, che ha un anno. Purtroppo il post non è mai stato rimosso. E ora ho fatto partire una denuncia”.

E gli insulti sui social?
“Questa storia è diventata un po’ come il gioco del telefono, come “La lettera scarlatta” o come la caccia alle streghe. Pregiudizi e falsità capaci di rovinare la vita delle persone. Ho dovuto tranquillizzare i mei figli, parlare con le famiglie dei loro amichetti chiedendo di non prestare attenzione a queste voci. Ho dovuto tutelare la mia famiglia con grande dolore. In più, in questi ultimi giorni, si sono aggiunti degli insulti e delle minacce sui social. C’è chi ha scritto che io dovevo “essere arsa viva e che i miei figli dovevano essere maledetti da Dio perché figli di una zoccola”. A fronte di tutto questo giuro che non parlerò mai più di violenza sulle donne in televisione. Mai più. Perché non serve. Con quale faccia posso andare in tv a esortare le donne che subiscono violenze a denunciare i loro persecutori, se chi ti infanga, chi afferma il falso, chi ti rovina l’esistenza non viene punito? Quel funzionario è ancora al suo posto, nonostante abbia affermato il falso e continua a tartassarmi sui social. Ieri sera l’ho dovuto bloccare. Intanto però ho appreso dai telegiornali che la Regione ha aperto un’indagine per verificare i comportamenti di questo funzionario. Mi piacerebbe che venisse sollevato dall’incarico che ricopre. Non capisco come una persona possa impunemente affermare il falso, gettando fango su di me e sulla mia famiglia. Io, da giornalista, posso venire querelata se ciò che affermo non è vero. Servirebbe un codice deontologico”.

Francesca Barra e Claudio Santamaria alla Mostra Cinematografica di Venezia.

Insomma, ciò che viene fuori da questa tua vicenda è la solita vecchia storia delle donne condannate dai pregiudizi.
“Perché la voce del popolo deve diventare voce di Dio? Ho basato la mia carriera difendendo i più deboli. Occupandomi dei minori e dei senzatetto e non certo prendendo in giro le persone. Perché la mia immagine ora deve essere infangata da simili falsità? Sto ricevendo minacce di morte per me e per i miei figli. Ho perfino paura a uscire di casa. Il fatto è che quando una donna si separa dal marito e ha una nuova storia è una zoccola. Non c’è scampo. A nessuno importa che magari a questa separazione c’è arrivata soffrendo o che magari sia stata lei a essere tradita. Che ne sa la gente? Invece non si scappa da questo assunto: la donna è puttana e l’uomo un conquistatore. Da che mondo è mondo. Ed è inutile che parliamo di emancipazione e parità di genere”.

Il fatto che tu sia un personaggio pubblico aiuta a far venire fuori questo genere di pregiudizi o è del tutto ininfluente?
“Sono un personaggio pubblico ma non ho venduto la mia vita privata. E comunque da questo punto di vista siamo tutti uguali. Chi pensa che queste siano cose che accadono solo ad attori o a persone conosciute, si sbaglia di grosso. Quante donne subiscono chiacchiere infamanti sul posto di lavoro? Se una è assessora magari dicono che è andata al letto con il sindaco. Se una è infermiera la bollano come amante del medico. Bisogna ribellarsi a questa sottocultura. Io l’ho fatto fin da piccola. Fin da quando una mia compagna di scuola veniva isolata perché si facevano pettegolezzi su sua madre. Io quella bambina l’ho sempre frequentata. Mi sono ribellata allora. E lo farò anche adesso, tanto più che di mezzo ci sono i miei figli. Tra l’altro, anche il mio ex marito, con il quale c’è un ottimo rapporto di stima, affetto e sostegno, ha sporto denuncia. Così come Claudio. In questa brutta vicenda l’unica nota positiva è la solidarietà che mi sta arrivando da parte di tantissimi colleghi, da parte di tantissime donne. Le cose devono cambiare”.