Ginevra e il bullismo: "Mi dicevano: Quando è che ti suicidi?". Così ne sono uscita"

Intervista a una ragazza di 17 anni che frequenta l'ultimo anno del liceo Visconti di Roma: "Oggi vado a parlare nelle altre scuole e porto la mia esperienza sul palco"

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Ha 17 anni Ginevra e un coraggio da leone nella sua parlata incerta, nei suoi occhi aperti troppo presto sulla quella crudeltà che è il bullismo. “Non so come, ma nella mia scuola si era sparsa la voce che io fossi un’autolesionista. Per due anni mi hanno tormentato in tanti. Mi chiedevano: “Quando è che ti suicidi?”. E ancora: “Dai, fammi vedere i tagli che ti sei fatta”. Finché un giorno un ragazzo un taglio me lo ha fatto davvero. Niente di così doloroso, almeno non nel corpo”. L’anima invece era devastata e lo è stata finché Ginevra non ha chiesto aiuto: “Mi vergognavo ma alla fine ho trovato il coraggio di parlarne a un'insegnante e ai miei genitori”.

Uscirne non è stato facile per niente e lo si capisce perfettamente quando Ginevra ne parla, da ex ragazza bullizzata che ha deciso di mettere la sua esperienza a disposizione del Centro Nazionale contro il bullismo – Bulli Stop. Con gli altri ragazzi del Centro, Ginevra che quest'anno affronterà la maturità nell'istituto paritario Visconti di Roma, va a parlare nelle scuole di bullismo: “Ai ragazzi dico sempre di parlare. Io, cercando di risolvere da sola, non ho concluso niente, testona come sono e come ero all’epoca. Dico sempre di parlarne con gli amici, con gli insegnanti, con persone fidate, se proprio non si trova il coraggio di farlo con i genitori”.

Il prossimo 26 maggio sarà la quarta giornata nazionale contro il bullismo e Ginevra insieme con altri 300 ragazzi salirà sul palco del teatro Olimpico di Roma per portare in scena “Il buono il bullo e il genio”, una rappresentazione teatrale dedicata alle vittime del bullismo e messa su grazie al teatro di animazione pedagogico insegnato dalla docente universitaria di Roma Tre Giovanna Pini, che è anche presidente del Centro Nazionale contro il Bullismo. Le parole escono a fatica dalla bocca di Ginevra ma questo dolore anziché paralizzarla la rende ancora più decisa nel voler fare qualcosa per gli altri: “Quando vado nelle scuole mi emoziono molto. Mi colpisce vedere l’interesse e la partecipazione e la commozione degli altri ragazzi. Un giorno una di loro si è alzata e mi ha abbracciato. È stato meraviglioso”.

Per informazioni: info@bullistop.com