Caso Giuggioli-Colin Firth, il Times attacca: «Carabinieri e polizia italiani pettegoli e idioti»

Nell’articolo le forze dell’ordine italiane vengono accusate di avere gestito male la denuncia della moglie dell’attore britannico nei confronti di un cronista dell’Ansa

TiscaliNews

Una combriccola di «parrucchieri idioti, pettegoli che saltano e ballano agghindati con i pom pom». Così il Times definisce le forze dell'ordine italiane, come riporta il sito Londraitalia.com, a proposito del caso delle minacce alla moglie dell’attore britannico Colin Firth. Per il prestigioso giornale britannico «nessun poliziotto italiano considera una storia d’amore seriamente o la mantiene confidenziale: una volta ricevuta notizia di una tresca, un poliziotto italiano considera un suo compito istituzionale quello di renderla pubblica immediatamente nel modo piú ampio possibile». L’ attacco è firmato della giornalista cinematografica Camilla Long all'indomani della storia che ha avuto come protagonista Livia Giuggioli, moglie dell'attore Colin Firth. La Giuggioli ha infatti ammesso di aver avuto una relazione sentimentale con un giornalista italiano, Marco Brancaccia, da lei stessa accusato di stalking.

La confessione: “Ho avuto relazione con il cronista italiano”

Come sono andati i fatti lo ha spiegato lo stesso Times tre giorni fa: "La moglie di Colin Firth ha ammesso di aver avuto una relazione con l'uomo italiano che ha accusato di stalking. Livia Giuggioli, 48 anni, produttrice cinematografica sposata con l'attore inglese premio Oscar Colin Firth dal 1997, ha fatto scattare un'inchiesta giudiziaria in Italia accusando il giornalista di averla molestata attraverso una 'spaventosa' serie di messaggi" dopo la fine del loro rapporto.

Separazione e non tradimento

L’articolo firmato dal corrispondente a Roma, Tom Kington, aveva decisamente altri toni: "Marco Brancaccia, 55 anni, ha negato le accuse di stalking, riferendo al Times che la signora Giuggioli ha inventato le accuse per coprire la relazione che i due hanno avuto tra il 2015 e il 2016. In una dichiarazione inviata al Times dal portavoce" dei coniugi Firth "si afferma: 'Qualche anno fa Colin e Livia hanno privatamente deciso di separarsi. In quel periodo, Livia per breve tempo fu coinvolta in una relazione con l'ex amico Brancaccia. Poi i Firth sono tornati insieme' ". Dopo di che, affermano ancora i coniugi Firth citati dal Times, "Brancaccia ha iniziato una spaventosa campagna di molestie durata vari mesi, molta della quale è documentata".

Brancaccia: "Da me solo 2 sms e una e-mail"

Una vicenda che la coppia, "non ha mai voluto rendere pubblica, per ovvi motivi". Brancaccia, giornalista dell'Ansa, respinge come "false" le accuse di stalking, e ha riferito sempre al Times la sua versione dei fatti: "Eravamo legati da una storia d'amore e lei voleva lasciare Colin per me", afferma, aggiungendo che il matrimonio fra Livia e l'attore "era finito da anni". "Il mio 'stalking' - dichiara ancora il giornalista - è consistito in due messaggi su WhatsApp, dopo che lei aveva messo fine alla nostra relazione nel giugno 2016, e in una e-mail". "Ho scritto una mail a Colin sulla mia relazione con Livia, cosa che mi pento di aver fatto, e lei mi ha denunciato per stalking, temendo che io dicessi pubblicamente ciò che lei mi aveva raccontato del suo matrimonio e del suo lavoro", dice ancora il cronista. "In un anno lei mi ha inviato centinaia di messaggi d'amore, foto, video e perfino un diario", aggiunge Brancaccia, che dichiara di essersi pentito di aver coinvolto nella vicenda Colin Firth che, conclude il cronista, ha mostrato "comprensione".

Le accuse alle forze dell’ordine italiane

Dopo questa testimonianza pacata dei fatti è invece arrivato l’articolo al veleno che tira in ballo la serietà delle istituzioni italiane. Ma gli attacchi non risparmiano nemmeno i due protagonisti della storia, Colin Firth e la moglie Livia, definiti «compiaciuti, vuoti, vani, stupidi». Non solo: l'attore viene anche "accusato" di essersi espresso contro la Brexit, posizione evidentemente inammissibile per il giornale di Murdoch. La conclusione dell'articolo è ancora più livorosa: «È improbabile che la Giuggioli sia ascoltata correttamente in Italia, anche se Brancaccia si dovesse presentare da lei ogni giorno nudo, vestito solo con una sciarpa della Juventus». E purtroppo visto come vanno a volte i fatti in Italia, non ha tutti i torti.