Lucia Bosè rischia due anni di carcere: "Ha venduto un Picasso che non era suo"

Il dipinto è stato donato dallo stesso autore ma non all’attrice italiana né al suo marito di allora, il torero Luis Dominguin

Redazione Tiscali

Due anni di carcere per Lucia Bosè, questa la richiesta del procuratore di Madrid che ha accusato l’attrice di appropriazione indebita. Come racconta Il Corriere della Sera, al centro della contesa c’è un Picasso: una figura femminile multicolore, con tante gambe e due code di pesce in ogni mano. Sul dipinto c’è una data: 12-2-63 e una dedica: «para Reme», oltre alla firma: Pablo Picasso. La Chumbera, questo il nome dell’opera, è stato venduto dalla madre di Miguel Bosè per 198.607 a un estimatore che l’ha poi prelevata dalla storica dimora spagnola a Somosaguas, dove il quadro è rimasto per 45 anni, dopo essere stato donato dall’autore.

Il dono per la tata

Ma Picasso non lo avrebbe donato all’attrice italiana né al suo marito di allora, il torero Luis Dominguin. L’omaggio sarebbe stato per la tata dei loro tre figli, Remedios, la «Reme» della dedica nonché la donna dai pomelli blu ritratta nel disegno. La balia è stata parte della famiglia Bosè-Dominguin fino al 5 aprile del 1999, quando è morta, nove anni prima che il quadro finisse in vendita.

La denuncia

Il problema è che il ricavato non è andato alle nipoti della tata ma è rimasto nella mani della famiglia per cui ha prestato servizio per mezzo secolo. Così la questione è finita in tribunale e per Lucia Bosè, oltre all’accusa di appropriazione indebita, c’è la richiesta di una condanna a due anni di carcere e l’imposizione di restituire il frutto della vendita alle legittime parenti di «Reme».

La difesa di Lucia Bosè

Dall’entourage di Lucia Bosè arriva però la replica: “Quel disegno fu regalato da Remedios a Miguel, per il quale ha rappresentato una seconda mamma. E infatti il ritratto rimase a Somosaguas, assieme ad altre opere che l’artista realizzava durante le sue visite, come parte della collezione di famiglia». Per il tribunale però non esistono prove di quel regalo mentre può far fede la dedica, «para Reme», con cui Picasso certificò, il 12 febbraio del 1963, chi fosse la destinataria di quel disegno, che ora le eredi della donna reclamano. Lucia Bosè, 86 anni, dichiara di avere saputo dalla stampa di essere sotto accusa per appropriazione indebita e della richiesta di condanna a due anni di carcere. Ma anche di essere assolutamente tranquilla.
La Chumbera è finita all’asta da Christie’s, a Londra, nel 2008 con una base iniziale di 101 mila euro e ne ha realizzati quasi il doppio.