La vita di Meghan raccontata dal biografo del libro su Diana

L'autore del libro che anticipa nozze reali è Andrew Morton, che nel 1992 scrisse la biografia della madre dello sposo

Meghan Markle (Ansa)
TiscaliNews

Dall'appuntamento “al buio” con il principe Harry organizzato in un club esclusivo a Londra dall'amica Violet (pierre di Ralph Lauren), alle origini della famiglia materna, discendente dagli schiavi delle piantagioni di cotone, alla sua determinazione a diventare "una principessa" fin dai giochi da bambina. A meno di due settimane dalle nozze reali con Harry Windsor, previste il 19 maggio a Londra, esce oggi in Italia per Piemme la biografia sull'attrice californiana Meghan Markle, conosciuta come protagonista della serie tv Suits, prossima a sposare il secondogenito di Lady Diana e di Carlo d'Inghilterra, acquisendo il titolo di duchessa reale.

Come Diana

Meghan, La sua vera storia, è firmata dal cronista della vita di Lady Diana, Andrew Morton, che nel 1992 pubblicò la biografia della principessa del popolo. Diana, La sua vera storia, scritta in stretta collaborazione con Lady D, rivelò al mondo la tormentata vita di coppia tra la principessa del Galles e suo marito il principe Carlo. Venne tradotta in 35 lingue, vendute oltre due milioni di copie. Andrew Morton, artefice di questo e di altri scoop sulla famiglia reale inglese, è dunque un'autorità in fatto di teste coronate.

Le lacrime per la madre di Harry

Solo Morton poteva scrivere il ritratto della futura duchessa. Nel suo libro vengono intervistati famigliari e amici di Meghan che rivelano l'amore di lei adolescente per Diana, le lacrime nel 1997 dell'allora sedicenne dopo l'incidente mortale a Parigi sotto il tunnel dell'Alma in cui morì Lady D, suo modello di filantropia; la determinazione a voler diventare una nuova versione della principessa del popolo.

Abbattuti i pregiudizi

In effetti, con Meghan, sottolinea Morton, cadono in un sol colpo tutti i taciti requisiti richiesti ad una sposa reale: "vergine, aristocratica, protestante, anglosassone e bianca". Un profilo che tuttavia per la famiglia reale non costituisce un problema insormontabile. "La separazione di Meghan dopo due anni dal marito produttore cinematografico trova del resto degni precedenti con Margaret sorella della regina, con sua figlia Anna e suo figlio Andrea, divorziato da Sarah Ferguson. Anche Carlo era divorziato da Diana e ha sposato la divorziata Camilla Parker Bowles".

Le origini di Meghan

Morton risale dunque alle origini della famiglia di Meghan: sua madre, Doria Ragland, era una discendente degli schiavi che ha sposato un bianco della Pennsylvania, Thomas Wayne Markle, a cui Morton attribuisce lontano sangue blu, grazie a una discendenza da Robert I di Scozia, leggendario sovrano-guerriero medioevale. Morton ricorda inoltre che "Meghan non è la prima donna di razza mista a sposare un reale europeo: il primato spetta alla panamense Angela Brown, oggi principessa del Liechtenstein".

La regina non fa questioni razziali

Ma il tema è caldo. "Secondo Penny Junior, giornalista e scrittrice, Elisabetta non ha pregiudizi razziali. Tuttavia appena il sei per cento delle 1100 persone impiegate a palazzo Windsor appartiene a una minoranza etnica". Con Meghan la situazione potrebbe ribaltarsi. Del resto, ricorda Morton, "il suo discorso sull'uguaglianza di genere tenuto all'Onu nel 2015 in occasione della Giornata Internazionale della Donna viene regolarmente riproposto come esempio al suo liceo l'Immaculate Hearth di Los Angeles". Meghan è diventata un'attivista "dopo i racconti dello zio Joseph del razzismo subito dalla sua famiglia e dopo che sua madre venne apostrofata davanti a lei come “negra” per non aver liberato troppo in fretta un parcheggio". Morton sottolinea quindi l'enorme impatto che la presenza di Meghan avrà sulla dinastia Windsor. Perché quando il 19 maggio l'ex attrice hollywoodiana, che militava a favore dell'uguaglianza di genere, percorrerà la navata della St. George's Chapel, entrerà nei libri di storia, non come l'ingenua e fragile 19enne che fu Lady D, ma come una donna combattiva, pronta a gestire i media.