Molestie sessuali: colpite 9 milioni di donne tra 14 e 65 anni ma ci sono anche 3 mln di uomini

L'Istat dice che 1,4 mln di casi avvengono sui luoghi lavoro. Il 97% delle vittime femminili e l‘85% di quelle maschili sono abusate da uomini

Molestie sessuali: colpite 9 milioni di donne tra 14 e 65 anni ma ci sono anche 3 mln di uomini
TiscaliNews

È una platea ancora troppo ampia quella delle donne vittime di molestie sessuali: quasi 9 milioni (8.816.000) quelle colpite tra i 14 e i 65 anni di età e si stima che siano oltre 3 milioni quelle che le hanno subite negli ultimi 3 anni. Il dato è contenuto in un report dell'Istat, relativo al periodo 2015-2016, dedicato alle molestie e ai ricatti sessuali sul lavoro, secondo il quale tuttavia, prendendo in considerazione solo le tipologie di molestie sessuali rilevate in una precedente indagine del 2008-2009, "il fenomeno risulta in sensibile diminuzione".

In ufficio

Ed è soprattutto nel mondo del lavoro che l'Istat rivela si verifichino le molestie: si stima che siano 1 milione e 404 mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali. Dato che negli ultimi 3 anni ammonta a 425mila (2,7%). Con riferimento ai soli ricatti sessuali sul luogo di lavoro si stima che nel corso della vita 1 milione 173mila donne (7,5%) ne siano state vittime per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera. Al momento dell'assunzione sarebbero state colpite soprattutto donne impiegate (37,6%) o lavoratrici del settore commercio e dei servizi (30,4%). Ma la quota maggiore delle vittime lavorava o cercava un impiego nell'ambito delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e nel lavoro domestico (18%). Nell'11,3% dei casi le donne vittime hanno subìto più ricatti da una stessa persona, che si ripetono quotidianamente o più volte alla settimana nel 32,4% dei casi.

La percezione della gravità del gesto

In tutto questo viene rilevato che la grande maggioranza delle vittime ritiene molto o abbastanza grave il ricatto subito (70%), tuttavia quasi sempre nessuna vittima ne ha parlato con alcuno sul posto del lavoro (81%). Gli autori delle molestie a sfondo sessuale sono in gran parte uomini: 97% per le vittime donne.

Molestati anche gli uomini

Per la prima volta sono state rilevate le molestie sessuali anche ai danni delle persone di sesso maschile. Ebbene, si stima che circa 3,7 milioni di uomini siano stati oggetto di molestie sessuali nel corso della loro vita (19%), pari invece negli ultimi 3 anni a 1 milione e 274 mila (6,4%). Nell’85,4% dei casi le vittime maschili sono state molestate da altri uomini.

Violenze verbali e con contatto fisico

Per tipologia le violenze verbali appaiono quelle più diffuse, sia nel corso della vita (24% delle donne e 8,2% degli uomini), sia nei tre anni precedenti all'indagine. Male anche le molestie con contatto fisico, che svettano anch'esse: si tratta, per essere espliciti, di situazioni in cui le vittime sono state accarezzate o baciate contro la propria volontà. Queste avrebbero colpito nel periodo interessato il 16% delle donne e il 3,6% degli uomini. Nella maggior parte dei casi questo tipo di molestie sono perpetrate da estranei o da persone che si conoscono solo di vista (15,8%).

Locali pubblici a rischio

Queste avverrebbero, considerando l'intero ciclo di vita, soprattutto sui mezzi di trasporto pubblici per le donne (28%) e per gli uomini segnatamente in locali pubblici come pub, discoteche e bar (29,2%). Come è noto sono molto diffuse anche le molestie via web: durante l'arco di vita il 6,8% delle donne ha ricevuto proposte inappropriate o commenti osceni sul proprio conto mediante i social network; c'è poi un 1,5% a cui è capitato che qualcuno si sia sostituito per inviare messaggi imbarazzanti, minacciosi o offensivi verso altre persone. In questo ambito il dato relativo agli uomini è diverso, pari rispettivamente al 2,2 e all'1,9%.

Educare a partire dalla scuola

Nel caleidoscopio di reazioni svetta tra le tante la presa di posizione della ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli: "serve un'azione condivisa per il contrasto e la prevenzione. Il nostro obiettivo è diffondere una cultura del rispetto già a partire dalla scuola". E se per la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, è necessario "ricominciare a fare una seria azione di ricostruzione dei luoghi di lavoro, nei punti di ascolto e delle capacità di azione", per la sua omologa della Cisl Annamaria Furlan, "è ancora agghiacciante il numero delle donne che nel corso della vita sono state vittime di violenza", e per questo "occorre rinnovare una vera alleanza tra istituzioni, imprese, sindacato, mondo della scuola e dell'informazione". "Le donne devono avere il coraggio di denunciare - avverte la portavoce di Forza Italia Mara Carfagna - e devono essere accompagnate e sostenute nel loro percorso". Le fa eco Lucia Annibali, candidata per il centrosinistra alle prossime politiche, per la quale "appare chiaro che c'è ancora molto da fare per garantire alle donne la libertà da questi comportamenti".