Il Nyt attacca l’oncologo Carlo Croce: "Pubblicò dati falsificati e non fu mai penalizzato"

L’accusa sarebbe di “cattiva condotta scientifica” ma il ricercatore italiano si difende: “Solo supposizioni”

L'oncologo Carlo Croce
L'oncologo Carlo Croce
Redazione Tiscali

Il New York Times attacca Carlo Croce, il famoso oncologo e ricercatore italiano che lavora all'Ohio State University ed è membro del National Academy of Sciences. Secondo il quotidiano, che cita alcune fonti, la brillante carriera di Croce non è priva di controversie, con il suo laboratorio accusato di essere più concentrato a ''sfornare'' documenti e articoli che a ''valutare attentamente i dati sperimentali''. Negli ultimi anni - riporta il New York Times - Croce è stato accusato da alcuni colleghi di aver falsificato dati, di plagio e cattiva condotta scientifica. Nonostante le denunce e le accuse, Croce ''non è mai stato penalizzato per la sua condotta dalle agenzie federali'' e dall'università.

Avviata una revisione all'Ohio State University

All'ateneo molti non erano a conoscenza delle accuse prima di essere stati contattati dall'Fbi, ma ora si impegnano a indagare meglio il caso. ''L'università ha istituto una revisione indipendente esterna'' afferma Christopher Davey, portavoce dell'Ohio State University, sottolineando che l'avvio di una revisione ''non indica che sono state scoperte prove di cattiva condotta scientifica o altro''.

Le contestazioni

Per Carlo Croce, che a 72 anni è lo scienziato italiano più citato, è un duro colpo. Laureato a Roma, è diventato una star della ricerca negli Stati Uniti con le sue scoperte sui geni che causano il cancro che hanno portato a seicento pubblicazioni, sessanta premi scientifici e, soprattutto, 86 milioni di dollari di finanziamenti federali negli Stati Uniti. Nel 2000 il Presidente della Repubblica gli ha conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce ma, come spiega La Repubblica, su di lui pesano una ventina di contestazioni per dati copiati o immagini truccate, che avrebbero portato ad altrettante fra precisazioni e ritrattazioni da parte delle riviste scientifiche che hanno pubblicato i suoi articoli. Le polemiche vanno avanti da anni, per Carlo Croce, senza particolari ripercussioni. Fino a ieri, quando il New York Times ha pubblicato una lunghissima inchiesta sullo scienziato italiano

L’autodifesa

Carlo Croce ha replicato alle accuse dalle pagine del Corriere della Sera: «Sono solo illazioni, mancano i fatti. È una caccia alle streghe e procederò con una causa per diffamazione». L’oncologo si dice tranquillo nonostante si dichiari arrabbiato per il lunghissimo servizio in prima pagina che il New York Times gli ha dedicato. «Tutte le accuse - dice Croce – sono basate su supposizioni, di concreto non c’è nulla. L’articolo raccoglie una lunga serie di insinuazioni fatte negli anni da persone anonime, ma di concreto non c’è nulla. A molte di queste denunce anonime avevo già risposto, l’Università aveva già fatto tutte le verifiche necessarie e non è mai stato confermato nulla».