Proprietà e potere ai figli maschi: il comune del Nord con l’assurda regola anti pari opportunità

A Cortina, le Regole Ampezzo, istituzione proprietaria di boschi e pascoli, bocciano le proposte di parità di diritti tra uomini e donne

Proprietà e potere ai figli maschi: il comune del Nord con l’assurda regola anti pari opportunità
Redazione Tiscali

Appartamenti e proprietà solo ai figli maschi, non siamo in qualche paese mediorientale che legifera sulla base della sharia, ma siamo nel Settentrione d’Italia dove, in genere, si cerca di eliminare le barriere che ostacolano l'affermazione femminile. Invece a Cortina le “Regole d'Ampezzo”, antica istituzione proprietaria di boschi e pascoli, dicono ancora no alla parità di diritti tra uomini e donne, e tra giovani e anziani. Così nell'ultima assemblea c'è stata l'ennesima bocciatura, espressa da otto delle 11 Regole d’Ampezzo, alle proposte di cambiamento in favore della parità.

Lo statuto anacronistico

Il “laudo”, lo statuto interno, prevede ad esempio che un fratello maschio tolga ogni diritto alla sorella che nasce in una delle famiglie originarie di Cortina; ma gli stessi figli maschi che godono di quei diritti possono accedervi solamente alla morte del capofamiglia; sino ad allora non contano nulla, indipendentemente dall'età. Nell'assemblea i voti per cambiare queste imposizioni anacronistiche sono stati in effetti a favore della modifica, ma non a sufficienza: sempre il laudo, improntato alla conservazione, prevede che siano necessari i due terzi dei consensi. In alcuni casi il risultato è mancato per due voti soltanto, arrivando anche al 65%.

I diritti dei figli maschi

In passato i diritti garantiti ai residenti storici dalle Regole erano connessi alle attività agricole, pastorali, boschive; oppure riguardavano il voto, attivo e passivo, per assumere incarichi nella Regola, come il ''marigo'', il legale rappresentante. Oggi gli aspetti sono più concreti: soltanto i figli maschi hanno potuto accedere, ad esempio, all'assegnazione di appartamenti, realizzati dalle Regole in edifici di loro proprietà, per frenare l'emigrazione dal paese. Hanno così potuto continuare a vivere a Cortina, con le loro famiglie. Le loro sorelle, invece, non hanno potuto partecipare alla gara.