Tiziana Ferrario: "Noi donne pagate meno degli uomini. A cominciare dal giornalismo"

Intervista alla giornalista del Tg1 autrice di "Orgoglio e pregiudizi", un libro che racconta il risveglio delle donne ai tempi di Trump ma anche quante discriminazioni impediscano la realizzazione della "parità di genere"

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“L’onda rosa non si fermerà. La sveglia è suonata”. Tiziana Ferrario lo scrive nelle prime pagine di “Orgoglio e pregiudizi” (Ed. Chiare Lettere), il libro che ha scritto per raccontare quanto la parità tra uomini e donne sia ancora molto lontana dal realizzarsi e quanto invece sia urgente la questione “femminile”. Il suo punto di osservazione sono stati gli Stati Uniti del passaggio dalla presidenza di Obama a quella di Trump, laddove si è svolto il suo lavoro di corrispondente per il Tg1 e dove ha potuto osservare da vicino la disfatta di Hillary Clinton, insieme con quella di tante donne che speravano di vedere seduta una donna finalmente sulla poltrona più potente del mondo. Ma anche dove è iniziata la riscossa perché lì le donne, in politica così come nel movimento del #metoo , hanno deciso che unite ce la si può fare. E hanno ricominciato a lottare. “A differenza invece di ciò che sta accadendo in Italia, dove quel movimento è stato demonizzato e non ha portato a niente di concreto”, sostiene Tiziana Ferrario nella video-intervista concessa a Tiscali.it . “Credo che sia perché in Italia c’è molta paura e una non consapevolezza che si possa reagire alle molestie sessuali. Quasi una rassegnazione. Quando sento molte donne affermare “si può anche dire di no”, mi rendo conto che sono fuori strada. Devi combattere chi ti mette davanti a quella scelta, i molestatori, e non le donne. Sono le donne che non devono più trovarsi a dover scegliere tra cedere al ricatto sessuale o non cedere al ricatto sessuale. Ma per arrivare a questo bisogna darsi da fare, trovare soluzioni, anche legislative e restare unite. Da sole non si va da nessuna parte. E poi vogliamo parlare del silenzio degli uomini? In pochi si sono espressi”.

Nel libro che è finalista del Premio Caccuri, il più importante concorso di saggistica in Italia che si svolgerà dal 6 al 10 agosto nella cittadina calabra, Tiziana Ferrario affronta tante problematiche legate alla disparità di genere che si osserva in tutto il: “In 50 anni la situazione delle donne in Italia e nel mondo è migliorata ma il cambiamento è molto lento e restano molte cose da fare. Ad esempio, c’è un tema che mi sta molto a cuore ed è quello della disparità salariale. Le donne ovunque continuano a essere pagate meno degli uomini. Non c’è una giustificazione a questo perché le donne non solo fanno il doppio del lavoro perché hanno spesso sulle spalle anche l’organizzazione familiare e l’educazione dei figli, ma anche nei posti di lavoro svolgono esattamente le stesse mansioni. Ma pagate meno. Perché accade questa ingiustizia? Forse perché gli uomini sono più bravi a trattare, a negoziare aumenti e promozioni? E invece le donne fin da piccole sono abituate a essere buone, assertive, disponibili a impegnarsi senza mai avere niente in cambio? Di sicuro c’è molto da fare".

"L’unico Paese che per legge ha stabilito la parità salariale è l’Islanda, con tanto di sanzioni per chi non la applica. In questo campo naturalmente è importante una certa trasparenza. In Gran Bretagna l’anno scorso è stata fatta una legge che obbligava le aziende con più di 250 dipendenti a rendere pubblici gli stipendi ed è scoppiato un bel pasticcio alla Bbc, dove tante giornaliste hanno scoperto di essere pagate meno dei colleghi di scrivania. Va anche detto, però, che in quel caso, gli uomini si sono autoridotti lo stipendio. Interessante, no?”. E in Rai, dove lavora Tiziana Ferrario? “Abbiamo fatto un convegno noi giornaliste ed è stata avviata un’indagine per sapere come è la situazione. Ma i risultati ancora non ce li hanno dati. Ma, ad esempio, il nostro istituto di previdenza ha reso noto che gli uomini hanno pensioni più alte delle donne. E se tanto mi dà tanto il problema riguarda tutte le giornaliste e il mondo dell’editoria”.Da dove ripartire allora? “Intanto da una consapevolezza di base: questo non è un problema da donne e delle donne. Gli uomini devono uscire dal loro silenzio assordante”.