Amici/nemici sui social: “Se non la pensi come me ti cancello”. Ma farlo davvero è dannoso

Il caso della nave Aquarius ha polarizzato le opinioni sui social network portando alcuni a cancellare dalle proprie amicizia “chi sta con Salvini” e viceversa. Ma eliminare chi ci contraddice può farci male

Amici/nemici sui social: “Se non la pensi come me ti cancello”. Ma farlo davvero è dannoso

“Se qualcuno fra i mei contatti la pensa come Salvini sulla questione della nave Aquarius, sarà cancellato”. Fra ieri e oggi mi è capitato di leggere diversi messaggi come questi fra i miei amici di facebook. Non è la prima volta che assisto a minacce del genere a proposito delle questioni più disparate: politica, religione, fede calcistica, parità di genere. Devo dire però che pochi argomenti sono divisivi e laceranti come quello dell’immigrazione. “Disumani” contro “buonisti”, “assassini” contro “accoglieteli a casa vostra”: i toni si fanno spesso così elevati che si arriva, come detto, allo strappo del “ti cancello”.

La minaccia e la verità

Certo il web, e in particolare i social network, ci hanno abituati a ben altro e intimare cancellazioni è sempre meglio che minacciare di morte, stupro e torture varie. Eppure eliminare dai nostri contatti, come dalle nostre conoscenze, chi non la pensa come noi non è un’idea geniale. Sempre che ci stia a cuore la nostra capacità di giudizio, la nostra aperura mentale e finanche la capacità dialettica di mettere a confronto e fare valere le nostre idee, posto che superino la prova del confronto. Può sempre succedere di soccombere volontariamente dopo una disputa verbale ed essere costretti - dalla forza delle argomentazioni - a ritenere le idee altrui migliori dalle proprie. Ma questo capita solo alle persone davvero intelligenti, cosa rara nel mondo e ancor più dentro un social network. Dare ragione a qualcuno, e magari riconoscere un proprio torto, sembra un’attività particolarmente fuori moda ed esclusiva di menti eccelse: quelle di chi pensa che la conoscenza, la verità sia preferibile addirittura al proprio orgoglio.

Il confronto di idee

A prescindere da come sia finita (al momento la nave Aquarius sembra diretta a Valencia ma si è offerta pure la Corsica) e a prescindere dai torti e le ragioni, vorrei riflettere sul principio del “se non la pensi come me ti cancello”. Perché, a parte i razzisti del “dagli al negro” a prescindere, quelli forse fate bene a cancellarli (e ribadisco forse perché potrebbe essere istruttivo sapere come ragiona un razzista integralista), con chi è in grado di argomentare i motivi per cui “sta con Salvini” o sta comunque dalla parte opposta alle vostre ideologie, potrebbe essere interessante confrontarsi.

Il pericolo della chiusura mentale

Resta pacifico che si abbia tutto i diritto di rifiutare il dialogo con idioti o persone intellettualmente disoneste, ma la reazione emotiva al contraddittorio può essere pericolosa per la nostra capacità di giudizio critico, perfino per il nostro equilibrio che verrebbe minato da una visione distorta della realtà.

L’algoritmo che governa il social network

E questo è importante in particolare su luoghi virtuali come facebook che funziona in base a un algoritmo che tende a proporre contenuti simili a quelli cui abbiamo messo i nostri “like” in passato e i post di chi apprezziamo di più. In altre parole tende a riproporci chi la pensa come noi. Ci mostra nella parte alta della bacheca preferibilmente gli amici coi quali abbiamo già condiviso contenuti in passato e ai quali abbiamo messo dei “mi piace”. Insomma tende a perpetrare il filtro col quale noi guardiamo al mondo.

Bias cognitivi e pregiudizi

A questo fatto uniamo i risultati degli ultimi studi su ciò che si chiama “bias cognitivo”: un difetto della percezione che porta la nostra memoria a ricordare preferibilmente solo ciò che si accorda con la nostra teoria del mondo. Faccio un esempio che calza: davanti a un numero determinato di fatti di cronaca nera commessi da italiani (la stragrande maggioranza) e da immigrati, lo xenofobo tenderà a ricordare preferibilmente quelli compiuti da immigrati per rafforzare la sua teoria di riferimento: gli immigrati sono quasi tutti delinquenti. Servirà a poco mostrargli dati e statistiche, vi dirà che i numeri sono manipolati perché lui lo sa, lui li vede gli immigrati delinquenti, lui parla con la gente che ha paura. In altre parole le percezioni corroborano la propria visione del mondo che resta così immobile e sclerotizzata. La stessa cosa succede a chi fa dell’accoglienza allo straniero una ragione di vita e tende a non ricordare i fatti di cronaca che hanno per protagonisti negativi proprio degli immigrati.

Apertura mentale addio

Quindi con una mente tendenzialmente difettosa e dei social network pericolosamente affini al meccanismo del bias cognitivo e del pregiudizio perpetrato, se ci priviamo completamente del confronto con chi ci contraddice, rischiamo di perderci in apertura mentale. Sempre che avere una mente aperta sia un nostro obiettivo.

Anche io “cancello”

Detto questo, a me è capitato solo due volte (profferte “amorose” a parte) di cancellare qualcuno dai miei contatti: un uomo esplicitamente e volgarmente misogino e uno che ha offeso l’intera redazione nella quale lavoro dando a tutti dei venduti e altri poco simpatici aggettivi. Ognuno ha i suoi limiti.