Da giornalista a pornostar: "Guadagno di più e non conto gli uomini con cui sono stata"

Fondamentale l'incontro con Rocco Siffredi. "Vi rivelo un segreto degli attori. Consigli per le donne? Frequentate un club per scambisti"

La ex giornalista Mary Rider
La ex giornalista Mary Rider
di I. D.

Da giornalista professionista, laureata in letteratura comparata, a star e imprenditrice del porno. La storia di Mariagiovanna Ferrante, 38 anni, di Torino, è quanto mai singolare. Dopo aver fatto un master in giornalismo, lavorato per l’Ansa e collaborato con molti giornali nazionali tra i quali La Stampa, tre anni fa ha deciso di lasciare il mondo delle news per esordire in quello delle luci rosse.

Ha assunto un nome d’arte, Mary Rider, e vi si è lanciata, più per curiosità che per bramosia di denaro, come spiega in una intervista rilasciata ad Azzurra Noemi Barbuto di Libero. Una scelta difficile e sofferta, vissuta come “espansione interiore e crescita” ma foriera di critiche e condanne anche da parte dei suoi famigliari.

L'addio al giornalismo

“Il giornalismo non corrispondeva più alle mie aspettative, perché volevo raccontare la verità ma le notizie che proponevo venivano spesso bocciate”, racconta. Così quando ha partecipato a una fiera del sesso in Portogallo col suo compagno, facendo esibizioni dal vivo, ha capito che quella poteva essere la sua nuova strada, quella capace di farla rinascere come un’araba fenice.

L'incontro con Rocco Siffredi

Fondamentale poi l’incontro con Rocco Siffredi sul set del suo primo film porno di cui il re dell'hard era regista e produttore. “Mi sono presentata con lo pseudonimo e lui mi ha detto: Rider come motociclista? Allora devi cavalcare i... Ed ho seguito il suo consiglio”. Rocco è “un grande professionista, che ha la capacità di mettere a proprio agio l' interlocutore”.

Adesso guadagna di più

Adesso guadagna di più di quando faceva la giornalista anche se “la fatica è tanta”, dichiara. C’è da dire che il settore "è un po’ in crisi, come quello del porno del resto, anche se quest’ultimo resiste” meglio. Per produrre un film porno bastano 10mila euro ma i guadagni sono in genere di poco superiori. "Nel caso il film piaccia tuttavia gli incassi aumentano in modo significativo".

Quanto si guadagna? In Italia le attrici “sono pagate tra i 250 e i 500 euro a scena, anche perché oggi tutte vogliono fare le pornostar e i compensi si sono abbassati, a discapito della qualità”.

"Non si può tornare indietro"

La scelta di dedicarsi al porno è comunque una strada definitiva, da cui “non si può tornare indietro”, perché “i film non si cancellano e si viene marchiati” a vita. Almeno in certi Paesi come l’Italia. “A Budapest o a Praga, tante ragazze – sostiene Mary – fanno questo lavoro, pagato anche meglio, per completare gli studi. Lavorano due o tre anni poi diventano avvocati, ingegneri, giudici e medici”.

Qui i prezzi da pagare sono invece molto alti. “La mia famiglia, per esempio, non vuole vedermi per festeggiare il Natale. Ed ho contatti solo con mia madre. Per fortuna condivido la mia passione con mio marito con cui sto insieme da 17 anni. Noi viviamo con un’altra coppia di amici da tre anni e siamo una famiglia allargata. Abbiamo anche un figlio di 3 anni. In realtà è figlio biologico dell’altra coppia, ma il bambino ha due mamme e due papà che lo amano al di sopra di tutto”.

La casa di produzione

La casa di produzione che hanno creato insieme è rigorosa e professionale, anche nel cercare la sicurezza sanitaria. “Abbiamo diverse convenzioni con laboratori di analisi che ci consegnano i risultati per i nostri attori e le nostre attrici in 48 ore”, spiega l’ex giornalista che confessa di essere gelosa del marito quando in scena viene manifestata qualche preferenza.  Per il resto un tipo di rapporto così “aperto” comporta “la sincerità e la condivisione”.

Il consiglio alle donne e agli uomini

Mary dichiara di “aver smesso di contare” gli uomini con cui è stata. Ma il segreto col partner è scindere il lavoro dal rapporto affettivo, “condividere le proprie fantasie” perché tiene viva l’intesa sessuale. Peccato che “le donne siano spesso incapaci di ammettere di aver voglia di fare sesso esattamente come gli uomini”. Per questo lei consiglia a tutte di “frequentare club di scambisti”. Perché “l’anonimato permette di sentirsi liberi e di esprimere la propria sessualità”. Gli uomini invece “hanno il tabù del rapporto anale perché lo collegano, a torto, all’omosessualità”.

Mary chiude l’intervista rivelando che molti attori ricorrono a punture sul pene di sostanze naturali, come la papaverina, per avere erezioni forzate che durano anche 4 ore. Senza dimenticare di precisare che anche in questo lavoro la laurea è importante. “E’ sempre necessaria – dice Mary su Libero – anche nella pornografia". E ogni riferimento a situazioni di altri settori è puramente casuale.