Diede fuoco alla sua ex incinta di otto mesi, ora chiede lo sconto di pena: “Troppi 18 anni di carcere”

Le accuse nei confronti di Paolo Pietropaolo, che diede fuoco a Carla Caizzo per le strade di Pozzuoli, sono di tentato omicidio, stalking e tentato procurato aborto

Carla Caiazzo, prima del tentato omicidio, e Paolo Pietropaolo
Carla Caiazzo, prima del tentato omicidio, e Paolo Pietropaolo
Redazione Tiscali

Quale dovrebbe essere la giusta pena per un uomo che ha dato fuoco alla sua ex fidanzata mentre era incinta all’ottavo mese di gravidanza? In primo grado Paolo Pietropaolo è stato condannato a 18 anni di reclusione ma ora che sta per cominciare il processo d’appello, la difesa chiede uno sconto di 4 anni. Insomma, stando a quanto racconta Il Corriere del Mezzogiorno, per i suoi legali sono troppi i 18 anni comminati a chi ha devastato il volto e la vita di Carla Caiazzo, data alle fiamme per strada a Pozzuoli (Napoli) il primo di febbraio del 2016.

Le ferite sul volte e sull’anima

Le accuse nei confronti di Pietropaolo sono di tentato omicidio, stalking e tentato procurato aborto. Invece sono 20 le operazioni chirurgiche già subite da quella che poteva essere la vittima di un altro femminicidio. E chissà quante dovrà ancora subirne. Per non parlare dei danni ai polmoni feriti dal fumo del suo corpo che andava a fuoco e di quella bimba fatta nascere prima del tempo dai soccorritori che, fortunatamente, sta bene.

La tesi della difesa

Secondo l’avvocato Gennaro Ragazzino, che ha depositato la richiesta di riduzione della pena, 14 anni di carcere sono sufficienti e nel corso della prima udienza dell’appello i giudici faranno le loro valutazioni. Nella sua discussione Ragazzino sottolineerà il senso di frustrazione provato dall’accusato perché la sua ex compagna gli aveva chiesto di avere un bambino con la fecondazione assistita ma poi lo aveva lasciato. E poi pare che l’uomo in carcere stia cercando di migliorarsi: si allena, segue corsi di yoga.

La vittima non sarà in aula

Carla Caiazzo, che di recente ha dichiarato di non avere avuto dalle istituzioni alcun aiuto per affrontare il suo calvario ospedaliero e di avere avuto sostegno economico solo grazie a una raccolta di fondi privata, non sarà presente all’udienza. Il suo avvocato, Maurizio Zuccaro, fa sapere che è troppo provata e sta cercando di dimenticare, di tornare a una vita normale. Una vita nella quale non debba nascondere il suo volto sfigurato da un uomo che non ha accettato il suo rifiuto.