Guai per un ministro del governo Macron, la nipote di Mitterrand lo accusa di stupro

Bufera sul ministro della Transizione ecologica Hulot, l’identità dell’accusatrice era stata tenuta segreta. Macron ribadisce la sua fiducia

Pascale Mitterrand in una foto tratta da l'Internaute
Pascale Mitterrand in una foto tratta da l'Internaute
Redazione Tiscali

L’atmosfera creata dallo scandalo Weinstein continua a produrre effetti anche in Francia, e se da una parte si registra il benefico effetto di un clima che consenta a donne molestate di denunciare ciò che prima non avevano il coraggio di rendere noto, dall’altra parte non fa bene a nussuno il sospetto generalizzato per cui basta una voce per mettere in pericolo carriere, autorità e credibilità di un accusato. È per questo che il ministro del governo Macron della Transizione ecologica, Nicolas Hulot, ha rilasciato un’intervista preventiva alla star radiofonica Jean-Jacques Bourdin per smentire le rivelazioni in arrivo il giorno seguente sul nuovo settimanale Ebdo.

Le dichiarazioni preventive

Come racconta Il Corriere della Sera, tutto inizia con una denuncia archiviata dieci anni fa per eventi accaduti a loro volta undici anni prima. Si tratta di fatti caduti in prescrizione ma lo scandalo Weinstein ha fra i suoi effetti anche quello di avere annullato i tempi di prescrizione, almeno da un punto di vista mediatico. E infatti il settimanale Ebdo ha raccolto delle voci sul conto di Nicolas Hulot che lui teme tanto da dichiararsi preventivamente innocente.

Nicolas Hulot (Ansa)

Le accuse

Due le donne che lo accusano: la prima, un’impiegata parlamentare, avrebbe parlato di molestie quando era dipendente alla Fondation Hulot ma ora ritratta. La seconda accusatrice è invece quella che più impensierisce il ministro anche perché non è un’anonima impiegata: si tratta infatti di Pascale Mitterrand, nipote di François, presidente della Repubblica per 14 anni. In più non di molestie si tratta ma di un’accusa di stupro che sarebbe stato consumato nel 1997.

La denuncia

Pascale Mitterrand ha presentato denuncia alla polizia di Saint-Malo, in Bretagna, solo nel 2008. I fatti erano ormai coperti dalla prescrizione, ma Hulot venne comunque interrogato, e anche la donna fu chiamata a testimoniare. Il fatto è che l’identità della donna che ha sporto denuncia si è scoperta solo adesso. Pascale Mitterrand infatti non aveva mai rivelato nulla e se sotto l’aspetto giuridico la questione è chiusa, non lo è certo da quello mediatico e per questo Hulot ripete con le lacrime agli occhi di essere stato giudicato e assolto (prendendosi qualche libertà terminologica e di sostanza: il processo non c’è mai stato a causa della prescrizione). Da un punto di vista politico, il colpo alla sua immagine è enorme, tanto più per il nome impegnativo che porta l’accusatrice.

L’incontro fra i due

Pascale Mitterrand, la figlia maggiore di Gilbert Mitterrand, il più giovane dei figli del presidente morto nel 1995, oggi è una fotografa 40enne, vive all’estero con la sua famiglia ed è apparsa in pubblico raramente. Ha cominciato la sua carriera all’agenzia Sipa e proprio quando era una stagista di 20 anni, incontrò Hulot, all’epoca fotoreporter prima di diventare celebre come presentatore di programmi tv a sfondo ecologista, poi consigliere di Hollande e infine ministro di Macron.

Anonimato violato

Come abbiamo già detto, Pascale Mitterrand presentò denuncia nel 2008, 11 anni dopo i fatti. Era consapevole della prescrizione e non desidera l’attenzione mediatica che avrebbe circondato un processo. La donna infatti non ha mai voluto parlare alla stampa e non ha intenzione di farlo neanche adesso.  «La mia assistita voleva che restasse scritto qualcosa su ciò che era successo anni prima - dice oggi l’avvocato Michel Dufranc -, ci teneva a fare capire a Hulot che lui l’aveva scampata per un soffio e soprattutto voleva rendergli chiaro il modo in cui lei aveva vissuto intimamente il loro incontro». Cioè, uno stupro. Pascale Mitterrand a gennaio ha accettato di confermare l’esistenza della denuncia ai giornalisti di Ebdo — che tanto avrebbero scritto comunque l’articolo — in cambio del silenzio sulla sua identità. Ebdo ha rispettato il patto, ma il concorrente Le Point non ha fatto altrettanto e così tutti hanno saputo della denuncia.

La gogna mediatica

Il problema è che Hulot viene descritto da più parti come un corteggiatore determinato, ossessionato dalle donne. Ma corteggiare è cosa per diversa dall’ossessionare o dall’essere uno stupratore. Ora si passa al setaccio pure una biografia di Nicolas Hulot uscita nel 2010, «Saint Nicolas». Nel testo di Bérengère Bonte, c’è un capitolo intitolato Il seduttore: «Non si può ricostruire la vita di Nicolas senza evocare questo aspetto del personaggio - scrive l’autrice -. A registratore spento, l’immensa maggioranza degli interlocutori parlano di ragazze qualsiasi, assistenti tv, stagiste o giovani donne dell’ambiente politico: una nipote di Mitterrand, apprendista fotografa, che passa una settimana a casa sua senza fare un solo scatto, oppure una figlia di ministro corteggiata al limite della molestia e altre, impossibili da citare qui». C'è chi dice siano donne molestate, ma c'è pure chi sostiene che non si possa parlare di stupro dopo una settimana a casa di un uomo quando si hanno 20 anni e la coscienza sia già formata. In ogni caso il rischio di gogna mediatica c’è tutto anche se Macron, per ora, ha confermato piena fiducia nel suo ministro della Transizione ecologica.