I no vax fanno campagna elettorale ma l’obbligo di vaccinazione serve: ecco perché

I leader della Lega Salvini promette di cancellare l’obbligatorietà delle vaccinazioni che invece sta dando buoni risultati. Allarme della Ue e del mondo scientifico: ci esporrebbe al rischio di epidemie

I no vax fanno campagna elettorale ma l’obbligo di vaccinazione serve: ecco perché
TiscaliNews

Le polemiche sui vaccini, riaccese da Matteo Salvini che promette lo stop all'obbligo vaccinale con la Lega al governo, preoccupano l'Ue e fanno venire i brividi agli esperti. Temono che un argomento delicato come quello della salute possa essere scosso dai venti della campagna elettorale proprio in un momento in cui la copertura vaccinale aumenta e meno persone corrono il rischio di ammalarsi. La legge sull’obbligo dei vaccini per alunni da 0 a 16 anni sta funzionando quindi e contemporaneamente si registra un calo dei proseliti fra i no-vax.

I timori della Ue

Da Bruxelles si preoccupano all’idea di una cancellazione dell’obbligo di legge e sottolineano l'importanza dei programmi di vaccinazione nella protezione della salute pubblica: "la copertura rimane elevata nell'Ue, tuttavia preoccupa molto l'aumento dello scetticismo sui vaccini", ha detto la portavoce della Commissione Ue per la Salute Anca Paduraru, insistendo sul fatto che la Commissione è impegnata a rafforzare il sostegno agli sforzi nazionali. Non bisogna infatti dimenticare che il morbillo, che ha fatto un morto quattro giorni fa, l’anno scorso ha provocato migliaia di casi e quattro morti mentre l’aumento delle coperture contro morbillo, parotite e rosolia conseguente all’obbligo di legge è già del 2.9% in meno di sei mesi. Tornare indietro esporrebbe la popolazione a un ritorno del rischio di epidemie.

Risultati positivi della legge

Ma polemiche politiche a parte, il mondo scientifico preferisce fare riferimento ai numeri perché i dati parlano chiaro: nelle cinque regioni monitorate dall'entrata in vigore della legge Lorenzin, il 30% dei bambini nati tra il 2011 e il 2015 che non erano stati vaccinati sono stati immunizzati. "C'è un rilevante aumento della copertura, la legge sta funzionando, interrompere adesso sarebbe un errore. Importante anche che la Francia abbia seguito l'esempio italiano aumentando il numero di vaccini obbligatori da 3 a 11", commenta Carlo Signorelli, presidente della Società italiana di Igiene, ricordando che la legge prevede anche dei tempi per rivalutare la situazione.

Danneggiare la salute per qualche voto in più

Dal canto suo il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani interviene per ricordare che si è passati da un calo vaccinale importante ad una inversione di tendenza: "E' stato fatto un eccellente recupero, c'era bisogno che le famiglie venissero informate e la legge lo ha fatto correttamente". Sullo scontro in atto, duro il commento dell'Acoi, l'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani: "La scienza non si può piegare ad interessi politici, senza voler entrare nel merito della polemica vorremmo invitare tutti a maneggiare con cura i temi scientifici e sanitari in campagna elettorale - afferma il presidente Pierluigi Marini. E aggiunge, "La polemica dimostra che pur di racimolare qualche voto si rischia di danneggiare la salute dei cittadini. Sarebbe opportuno evitare di trattare temi così delicati senza pensare alle conseguenze mediche, sociali e culturali".