Si può parlare a scuola di omosessualità? C'è Francesca Vecchioni e scoppia la polemica. Intervista alla preside

di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

“Ho raccontato le tappe più importanti della vita affrontate dal punto di vista di una donna che ama le donne, e che sulla naturalezza delle proprie emozioni, sulla consapevolezza di sé, e la convinzione che l’omosessualità non debba essere considerato un problema, ha costruito tutta la sua battaglia di civiltà”. Così scrive Francesca Vecchioni, figlia del cantautore Roberto Vecchioni e della scrittrice Daria Colombo, nel presentare il suo libro “T’innamorerai senza pensare…”. Un libro che racconta la sua omosessualità senza sensazionalismi ma anche senza reticenze: sincero, diretto e per questo efficace. Eppure proprio questo libro e l’incontro con la sua autrice previsto nell’Istituto Superiore Fermi –De Titta di Lanciano il prossimo 1 aprile ha suscitato un vespaio di polemiche. A essere criticato da parte del Collettivo Studentesco di Lanciano è stata l’iniziativa della dirigente scolastica dell’istituto, Daniela Rollo, che ha mandato una circolare in cui “considerato che il libro tratta di argomenti inerenti i diritti civili quali la differenza di genere e la diversità sessuale” si chiedeva alle famiglie se “tale iniziativa è considerata consona alla personale sensibilità”. Ma è proprio questa iniziativa che non è piaciuta al Collettivo Studentesco: Riccardo Ferrante, rappresentante di Istituto e coordinatore del Collettivo, ha dichiarato al Corriere della Sera: “Finora mai è stato chiesto alcun tipo di permesso. Riteniamo assurda questa situazione perché la scuola non può e non deve far pensare ai propri studenti che si possa essere favorevoli o contrari alle differenze di genere e alle tematiche LGBT. Questi argomenti esistono e a scuola vanno affrontati senza fingere la loro inesistenza e la loro opinabilità”.

Ecco perché Tiscali.it ha intervistato la dirigente scolastica Daniela Rollo che prima di tutto ci ha tenuto a fare una precisazione: “Io non ho chiesto nessuna autorizzazione, come può lei stessa verificare se legge la circolare. Quello che ho chiesto di conoscere è il parere da parte delle famiglie riguardo a temi delicati quali la differenza di genere. Punto”.

Perché?
“Da parte mia non c’era la volontà di non fare l’incontro. Ma volevo essere rispettosa delle sensibilità di tutti e quindi sapere cosa ne pensavano i genitori nell’ottica del dialogo scuola-famiglia. Tutto qui”.

Quale è stato il parere delle famiglie?
“Ho saputo che i genitori non hanno riscontrato di doversi opporre alla cosa. E quindi l’incontro si farà con buona pace di tutti”.

È stata lei a organizzare questo incontro?
“No, mi è stato chiesto di poter ospitare l’autrice nell’ambito di un’altra manifestazione che l’ha contattata. E io ho accettato di organizzare l’incontro con le classi. Lei sa meglio di me che a livello nazionale ci sono tante polemiche, tante contestazioni anche a livello politico. E io, visto che sono una persona che legge i giornali, nell’ottica del rispetto di tutti ho preso questa iniziativa”.

Lei parteciperà all’incontro?
“Perché no?”.

Ha letto il libro?
“Sì e l’ho trovato bellissimo. Anzi ne comprerò diverse copie per darle agli studenti in modo che possano leggerlo e arrivare informati all’incontro”.