"Il 20% delle coppie omosessuali hanno già figli. Serve una legge per loro"

Sul disegno di legge Cirinnà confusione se ne fa tanta. La Stepchild adoption già esiste per le coppie eterosessuali, andrebbe estesa anche a quelle omosessuali

'Il  20% delle coppie omosessuali hanno già figli. Serve una legge per loro'

Devo dire che sul disegno di legge Cirinnà confusione se ne fa tanta. Personalmente m’è capitato di sentire e di leggere tutto e il contrario di tutto, confondendomi spesso tra norme e codicilli ma non facendo mai vacillare la mia convinzione che non saranno certo norme e codicilli a impedire il libero dispiegarsi delle varie forme d’amore. Succede da sempre che la società anticipi la politica.

Le famiglie (aimè) si sfasciavano e (per fortuna ) se ne ricomponevano altre, anche prima che il divorzio diventasse una legge dello stato, solo che spesso a fare la spese di questo ritardo erano le persone più deboli, i ceti meno abbienti, i bambini, certamente le donne. E che dire di quando l’aborto non era legale? Vogliamo parlare di chi penosamente sceglieva di non avere un figlio e decideva di interrompere la gravidanza, spesso in condizioni igieniche inadeguate, per non dire disastrose che sovente hanno portato danni fisici e psicologici irreparabili.

Ancora un ritardo legislativo giocato sulla pelle delle donne, che tante ne sono anche morte, o hanno “ semplicemente” aggiunto all’angoscia del momento anche la consapevolezza della criminalizzazione sociale. Pare evidente a questo punto l’importanza di garantire la possibilità di esprimere le forme dell’amore nella molteplicità che oggi di fatto esiste nella nostra società e sempre soprattutto in difesa dei più deboli, quelli discriminati da ideologie omofobe ma anche solamente quelli non garantiti.
Tra questi i bambini. Anche qui la società è andata molto più avanti di quanto la politica sia in grado di rappresentare.

In Italia esistono già il 20% delle coppie omosessuali che hanno almeno un figlio, le cosiddette Famiglie Arcobaleno, trovo quindi assai indicato dare delle regole a quello che già sta avvenendo. La Stepchild adoption altro non è che una norma che già esiste per le coppie eterosessuali, (un’estensione cioè della solidarietà di coppia che fa sì che il partner faccia sua la responsabilità genitoriale dell’altro) estesa anche alle coppie omosessuali , quando sono di fatto una famiglia comprovata. Se vogliamo dirla tutta rispetto alla famiglia tradizionale, il diritto del bambino resta limitato, in quanto non è estensibile, ed egli non godrà per esempio, dell’eredità dei nonni dell’altro genitore. Ma godrà di tutti i diritti di assistenza e decisionali da parte di entrambi i genitori, che è già un bel passo avanti.

Detto questo, se qualcuno avesse ancora qualche remora a tifare affinché il disegno di legge che tutela i diritti individuali delle coppie omosessuali nel nostro paese vada buon fine e il suo iter parlamentare possa concludersi felicemente, garantendo così il riconoscimento giuridico a coppie dello stesso sesso, per motivi ideologici ( che non condivido ma che comunque rispetto) vorrei segnalargli il tweet d’incoraggiamento con cui il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha sollecitato l’Italia a realizzare ciò“, come stabilito dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani e come accade nella maggioranza degli stati membri”. Quasi fossimo dei discoli da tenere d’occhio, fuori tempo e fuorilegge e fuori anche dall’Europa dei diritti, con i suoi 13 Paesi che garantiscono già la possibilità di sposarsi tra persone omosessuali. Così giusto per un moto d’orgoglio.

 

La scrittrice Daria Colombo nel suo ultimo romanzo “Alla nostra età, con la nostra bellezza” (Rizzoli) esplora l’universo femminile e racconta la forza e il coraggio delle donne.

Devo dire che sul disegno di legge Cirinnà confusione se ne fa tanta. Personalmente m’è capitato di sentire e di leggere tutto e il contrario di tutto, confondendomi spesso tra norme e codicilli ma non facendo mai vacillare la mia convinzione che non saranno certo norme e codicilli a impedire il libero dispiegarsi delle varie forme d’amore. Succede da sempre che la società anticipi la politica.

Le famiglie (aimè) si sfasciavano e (per fortuna ) se ne ricomponevano altre, anche prima che il divorzio diventasse una legge dello stato, solo che spesso a fare la spese di questo ritardo erano le persone più deboli, i ceti meno abbienti, i bambini, certamente le donne. E che dire di quando l’aborto non era legale? Vogliamo parlare di chi penosamente sceglieva di non avere un figlio e decideva di interrompere la gravidanza, spesso in condizioni igieniche inadeguate, per non dire disastrose che sovente hanno portato danni fisici e psicologici irreparabili.

Ancora un ritardo legislativo giocato sulla pelle delle donne, che tante ne sono anche morte, o hanno “ semplicemente” aggiunto all’angoscia del momento anche la consapevolezza della criminalizzazione sociale. Pare evidente a questo punto l’importanza di garantire la possibilità di esprimere le forme dell’amore nella molteplicità che oggi di fatto esiste nella nostra società e sempre soprattutto in difesa dei più deboli, quelli discriminati da ideologie omofobe ma anche solamente quelli non garantiti.
Tra questi i bambini. Anche qui la società è andata molto più avanti di quanto la politica sia in grado di rappresentare.

In Italia esistono già il 20% delle coppie omosessuali che hanno almeno un figlio, le cosiddette Famiglie Arcobaleno, trovo quindi assai indicato dare delle regole a quello che già sta avvenendo. La Stepchild adoption altro non è che una norma che già esiste per le coppie eterosessuali, (un’estensione cioè della solidarietà di coppia che fa sì che il partner faccia sua la responsabilità genitoriale dell’altro) estesa anche alle coppie omosessuali , quando sono di fatto una famiglia comprovata. Se vogliamo dirla tutta rispetto alla famiglia tradizionale, il diritto del bambino resta limitato, in quanto non è estensibile, ed egli non godrà per esempio, dell’eredità dei nonni dell’altro genitore. Ma godrà di tutti i diritti di assistenza e decisionali da parte di entrambi i genitori, che è già un bel passo avanti.

Detto questo, se qualcuno avesse ancora qualche remora a tifare affinché il disegno di legge che tutela i diritti individuali delle coppie omosessuali nel nostro paese vada buon fine e il suo iter parlamentare possa concludersi felicemente, garantendo così il riconoscimento giuridico a coppie dello stesso sesso, per motivi ideologici ( che non condivido ma che comunque rispetto) vorrei segnalargli il tweet d’incoraggiamento con cui il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha sollecitato l’Italia a realizzare ciò“, come stabilito dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani e come accade nella maggioranza degli stati membri”. Quasi fossimo dei discoli da tenere d’occhio, fuori tempo e fuorilegge e fuori anche dall’Europa dei diritti, con i suoi 13 Paesi che garantiscono già la possibilità di sposarsi tra persone omosessuali. Così giusto per un moto d’orgoglio.

 

La scrittrice Daria Colombo nel suo ultimo romanzo “Alla nostra età, con la nostra bellezza” (Rizzoli) esplora l’universo femminile e racconta la forza e il coraggio delle donne.

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