5 errori da non fare con gli alimenti dell'estate

5 errori da non fare con gli alimenti dell'estate
di Adnkronos

 Roma, 31 lug. - (AdnKronos) - Estate, voglia di freschezza anche a tavola. E' il momento dei piatti freddi e delle preparazioni veloci, dalle insalate di riso alla classica scatoletta di tonno e le ricette a base di bresaola, magari accompagnati da un bel bicchiere di birra. Ma con questi alimenti spesso facciamo le scelte sbagliate, con il risultato di compromettere gusto, salubrità e leggerezza.

Ecco i 5 errori da non fare con il cibo d’estate. Partiamo da due piatti tipici della bella stagione: la pasta fredda e le insalate di riso. Il segreto di una perfetta pasta fredda integrale è fermare la cottura al punto ma l’errore che si compie è di raffreddarla sciacquandola sotto l’acqua o lasciandola a scuocere in pentola. Così la pasta diventa insipida e appiccicosa. La soluzione? La cottura a campana. A due terzi della cottura (se il tempo di cottura indicato sulla confezione è di 14 minuti, va fatta bollire per circa 10 minuti), la pasta va scolata e trasferita in un'insalatiera sigillata con pellicola trasparente. La pellicola si gonfierà “a campana” e la cottura si completerà a secco. In questo modo, la pasta resterà integra, buona e al dente anche per il giorno dopo.

Il falso mito che riguarda le insalate di riso è che si tratti di un piatto leggero: in realtà, tra prosciutto, formaggio, piselli, peperoni, olive e via dicendo, una porzione può contenere circa 500kcal. Se da un lato questo piatto apporta molta fibra, vitamine e sali minerali come calcio e ferro, dall’altro la maggior parte dell’energia deriva dai grassi contenuti e non dai carboidrati e il livello di colesterolo supera i limiti giornalieri consentiti. Si può mangiare una porzione maggiore a patto che si accompagni unicamente ad un frutto.

Classico dei panini, delle insalate e dei primi piatti estivi: che sia al naturale o sott’olio, il tonno in scatola è già stato sottoposto alla cottura, mediante uno specifico processo termico di sterilizzazione che avviene durante il confezionamento. Pertanto, va utilizzato a temperatura ambiente e aggiunto solo all’ultimo momento nei piatti, nel caso di una pasta con tonno e pomodoro, per esempio, andrebbe aggiunto solo all’ultimo momento e fuori dal fuoco.

Quello con il limone è l’abbinamento più gettonato dagli italiani per la bresaola. Ma se non si seguono alcuni accorgimenti, può diventare un errore da matita rossa. Infatti, versare il succo di limone direttamente sulla bresaola tende a ossidarla, provocando un effetto “cotto” che al palato non è proprio gradevole, parola di un esperto del settore come il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina. Limone sì, quindi, ma in una delicata emulsione con olio, oppure sulla verdura d’accompagnamento.

E poi due errori che riguardano la 'bionda' per eccellenza dell'estate. La birra. Primo: la birra non va bevuta ghiacciata perché perde gran parte del suo bouquet aromatico, meglio servirla alla temperatura indicata sulla confezione (per una chiara, tra i 3°C e i 6°C). Secondo: mai senza schiuma. Un trucco per capire se la birra è servita a regola d’arte è osservare la presenza della schiuma. Se manca, c’è qualcosa che non va. Le proverbiali “due dita” di schiuma, persistente e ben compatta, proteggono la birra dall’ossidazione e la rendono più buona e digeribile.