L'Italia dei rifiuti tra ritardi, pochi impianti e il riciclo a 'km mille'

L'Italia dei rifiuti tra ritardi, pochi impianti e il riciclo a 'km mille'
di Adnkronos

Roma, 28 dic. - (AdnKronos) - Le emergenze nazionali in materia di rifiuti: ritardi normativi che bloccano leggi importanti e già approvate, e la carenza di impianti con il conseguente 'km mille' che vede i rifiuti differenziati al Centro-sud viaggiare verso il Centro-nord per essere avviati a riciclo. Per capire l'entità del problema, bisognerebbe però spostare l'attenzione, anche delle statistiche, dal 'quanto' si raccoglie con la differenziata all'effettivo riciclo dei rifiuti. Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, commenta all'Adnkronos i dati sui rifiuti contenuti nell’edizione 2017 dell'Annuario statistico italiano dell'Istat, dai quali emerge un quadro che "non rende giustizia alle tante esperienze positive che ci sono sul territorio, anche in regioni che sono in grande difficoltà: ci sono Comuni 'ricicloni' anche nel Lazio, in Puglia e in Calabria dove grazie alle raccolte domiciliari della frazione secca e dell'organico differenziato, si supera il 65% di raccolta differenziata, a prescindere dalla latitudine". Ma veniamo alle emergenze. Questione 'km mille' del riciclo "che si pratica oggi nei comuni più virtuosi del Centro-sud dove si fa bene la raccolta differenziata e poi i rifiuti vengono avviati a riciclo nel Centro-nord", ricorda Ciafani. Drammatica la carenza di impianti di trattamento dell'organico differenziato nel Centro-sud : "oggi l'organico differenziato di Roma o dei comuni virtuosi della Campania e della Puglia viene inviato in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia con costi clamorosi per i cittadini, inquinamento (perché i rifiuti viaggiano su gomma) e con dispendio inutile di risorse che potrebbero invece essere utilizzate per realizzare gli impianti nel Centro-sud". E poi i ritardi: "fondamentale che il governo emani il decreto per l'immissione del biometano nella rete di distribuzione del gas perché senza quel decreto manca la certezza per fare gli investimenti". Sui rifiuti urbani, invece, la prima leva da utilizzare per attuare le necessarie politiche di riduzione è "applicare la tariffa puntuale in tutti i Comuni italiani come ha fatto Parma che fa pagare i cittadini in base a quanti rifiuti indifferenziati avviano a smaltimento, così si premiano le utenze più virtuose e si penalizzano quelle meno virtuose", continua Ciafani. Fronte rifiuti speciali: anche qui "c'è una carenza impiantistica per il trattamento. Su questo, è fondamentale riacquistare sul territorio la fiducia nelle istituzioni, spesso carente, attraverso percorsi di partecipazione e dibattito pubblico, e rendere più efficaci i controlli pubblici che oggi non vengono fatti in una parte importante del Paese. Per farlo - sottolinea il direttore di Legambiente - il ministero dell'Ambiente deve varare i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali che ancora oggi mancano e rendono inapplicabile la norma approvata in questa legislatura".