Amaranto, il finto cereale che si candida a cibo del futuro: proprietà e benefici

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di  greenMe.it  - Giornalisti

L’amaranto è considerato l’oro degli Inca e degli Aztechi. Non è un cereale vero e proprio ma il suo utilizzo in cucina lo rende simile ai cereali in chicco, in particolare al miglio. I chicchi dell’amaranto sono molto piccoli e saporiti. Per le sue proprietà benefiche conviene inserirlo nella dieta così da variare la nostra alimentazione con alternative salutari.

Dal punto di vista della coltivazione, l’amaranto è una pianta molto resistente, nemmeno l’erbicida RoundUp di Monsanto riuscirebbe a distruggerla, tanto che l’amaranto è potenzialmente una pianta infestante che ha già dimostrato di poter invadere i campi di soia Ogm.

Insieme alla quinoa l’amaranto sarà probabilmente il cibo del futuro poiché oltre a contenere carboidrati è ricco di amminoacidi essenziali che il nostro organismo utilizza per formare le proteine. Quelli che noi di solito chiamiamo chicchi di amaranto sono in realtà i semi dell’omonima pianta.

AMARANTO: PROPRIETA'

L’amaranto è considerato un cibo benefico e salutare soprattutto per il suo contenuto di proteine e di vitamine. In particolare l’amaranto è una fonte di vitamina E e di sali minerali come calcio, fosforo e potassio. Come il miglio e il grano saraceno, l’amaranto è un alimento senza glutine che dunque risulta adatto a chi soffre di celiachia. Il suo consumo è sicuro perché l’amaranto è naturalmente privo di glutine.

Dal punto di vista botanico l’amaranto non viene associato ai cereali perché non fa parte della famiglia delle graminacee. I suoi valori nutrizionali lo pongono a metà strada tra un legume e un cereale. Rispetto ai cereali l’amaranto è più ricco di amminoacidi.

La particolarità dell’amaranto è il suo contenuto dell’amminoacido lisina, di cui quasi tutti i cereali sono carenti. La lisina è invece presente nei legumi. Per questo di solito si consiglia di associare il consumo di cereali integrali a quello dei legumi per avere a disposizione tutti gli amminoacidi di cui il nostro corpo ha bisogno per formare le proteine.

L’amaranto è un alimento molto digeribile. Anche le donne in gravidanza, gli anziani e i bambini lo possono consumare senza problemi. L’amaranto, come la quinoa, contiene saponine. Per evitare che durante la cottura – che avviene per bollitura – l’amaranto diventi colloso è necessario risciacquarlo molto bene in un colino prima di metterlo in pentola. La presenza di fitosteroli nell’amaranto lo rendono utile per abbassare il colesterolo ‘cattivo’ LDL e aumentare il colesterolo ‘buono’ HDL.

AMARANTO: CALORIE

L’amaranto è un alimento nutriente ed energetico, ma nello stesso tempo leggero, facile da digerire e da metabolizzare. 100 grammi di amaranto cotto apportano al nostro organismo circa 102 calorie.

AMARANTO: VALORI NUTRIZIONALI

Dato che si tratta di un alimento di origine vegetale, l’amaranto non contiene colesterolo. È anche povero di grassi, tanto che 100 grammi di amaranto cotto ne contengono soltanto 2 grammi. Complessivamente 100 grammi di amaranto cotto forniscono al nostro organismo 19 grammi di carboidrati, 4 grammi di proteine, 2 grammi di fibre e 6 mg di sodio. Per quanto riguarda le vitamine, 100 grammi di amaranto cotto contengono 0,2 mg di vitamina E, 0,2 mg di niacina, 0,1 mg di vitamina B6, 22,0 mcg di folacina (vitamina B9).

Riguardo i sali minerali, in 100 grammi di amaranto cotto troviamo 47 mg di calcio, 2,1 mg di ferro, 65 ,g di magnesio, 148 mg di fosforo, 135 mg di potassio, oltre a selenio, manganese, rame e zinco. Qui la tabella con i valori nutrizionali completi dell’amaranto.

L’indice glicemico dell’amaranto è pari a 35. Si tratta di un valore basso. Tenete conto, ad esempio, che l’indice glicemico della pasta di semola di grano duro cotta al dente è pari a 45.

AMARANTO. CONTROINDICAZIONI

L’amaranto non presenta controindicazioni particolari salvo un contenuto moderato di acido ossalico. Da questo punto di vista chi soffre di calcoli e di problemi renali dovrebbe chiedere maggiori informazioni al proprio medico sulla possibilità di consumare l’amaranto, in quali quantità e con quale frequenza. Infine, l’acido ossalico può inibire in parte l’assorbimento del calcio e dello zinco.

 

Marta Albè

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