Fra Genova e Portofino nel cuore del Santuario dei Cetacei

CrocierAcquario © Merlo Fotografia
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

Anche i cetacei hanno il loro santuario. Nel Mediterraneo c’è quello di Pelagos, un grande ecosistema marino frutto dell’accordo fra Italia, Principato di Monaco e Francia per la protezione dei mammiferi marini che qui hanno la loro casa. Nel tempo la presenza dei cetacei ha sempre più spinto ad attività di whale watching, spesso praticata in maniera piratesca, con imbarcazioni che s’avvicinano agli animali disturbanone sonno, caccia, riproduzione, socializzazione, spostamenti, tanto da spingere i responsabili del Santuario a stilare un codice di buona condotta.

Con l’arrivo della primavera, con le condizioni del mare che iniziano a migliorare, l’Acquario di Genova ha inaugurato l’evento CrocierAcquario, con durata fino al 15 ottobre, con visite all’Acquario, dove c’è un padiglione dedicato ai cetacei, ed escursioni in barca sulla rotta dei cetacei fra Genova e Portofino. In primavera si partirà ogni mercoledì e domenica alle 13 dal Molo Mandraccio, ad agosto e settembre anche il venerdì, mentre a ottobre solo di domenica. Partenze speciali sono previste nei mesi più caldi: il 6, 13, 20, 17 luglio si partirà, infatti, alle 17, e il 3, 10, 17, 24 agosto alle 16.30, mentre il 14 agosto alle 7 del mattino.

I partecipanti saranno coinvolti nelle attività del progetto Delfini Metropolitani, una ricerca dell’Acquario di Genova e della Fondazione Acquario di Genova che dal 2001 studia la presenza dei delfini lungo le coste del Santuario Pelagos, in particolare del tursiope, un delfino dalle abitudini prevalentemente costiere e dunque più soggetto all’impatto delle attività dell’uomo. I visitatori dell’Acquario che proseguiranno la loro esperienza in barca, potranno, infatti, imparare a riconoscere i cetacei e a rispettare il loro ambiente, con un biologo dell’Acquario che “svelerà” tutti i loro “segreti”, insegnando a osservarli “senza disturbarli”.

Per una corretta osservazione dei cetacei in mare anche l’Acquario di Genova ha, infatti, stilato un codice di buona condotta: non intralciare il normale spostamento dei cetacei, né modificarne il comportamento, né commettere azioni che potenzialmente ne provochino una reazione o un contatto fisico; non inseguire i cetacei, né dirigere la barca direttamente su di loro, lasciare che siano loro ad avvicinarsi alla barca; nel caso di avvistamento di un branco fermo, avvicinarlo molto lentamente, con massima discrezione, dando loro il tempo di abituarsi alla presenza dell’imbarcazione, fino ad arrivare ad una vicinanza tale da poter documentare l’avvistamento, ma senza avvicinarsi oltre i 50 metri; nel caso di avvistamento di branco in movimento con rotta diversa dalle rotta della barca, manovrare in modo da navigare in parallelo agli animali, o con rotta leggermente convergente (mai dirigersi perpendicolarmente verso di essi); non reagire alla presenza di cetacei con improvvise variazioni di rotta o di velocità, che potrebbero confonderli o disorientarli; evitare di avvicinare cetacei con piccoli.

Chi vive nel Santuario Pelagos? C’è, ad esempio, la balenottera comune, per la quale il maggior pericolo è il traffico marittimo in quanto la specie sembra “incapace di localizzare”, nonché di “evitare le collisioni con le grandi imbarcazioni”; quindi il capodoglio, per il quale rischio principale sono le collisioni con le imbarcazioni, mentre può capitare che finisca accidentalmente in reti derivanti, in genere utilizzate per la cattura di pesci pelagici; il delfino comune, una specie esposta a pericoli come lo “sfruttamento anarchico delle risorse”, presenza di reti e inquinamento antropico; il globicefalo, per il quale pericoli principali sono traffico marittimo, inquinamento, reti, con la specie spesso vittima di spiaggiamenti di massa; il grampo grigio; la stenella striata, per la quale principali pericoli sono reti derivanti, inquinamento antropico, sovrapesca, il depauparemento, cioè, delle risorse ittiche; il tursiope, che, come la stenella striata, rischia a causa della sovrapesca delle sue prede – tanto da essere ormai un diretto concorrente dei pescatori –, nonchè per la presenza di reti da pesca; lo zifio, per il quale pericoli maggiori sono le esplosioni marine, predatori naturali come orche e squali e alcuni tipi di sonar che ne alterano il “sistema di ecolocalizzazione”, condannandolo allo spiaggiamento.

Nel Santuario Pelagos vivono anche la tartaruga Caretta caretta e la foca monaca, anche lei a rischio a causa della “pressione turistica e dello sviluppo dell’habitat umano”, nonché della difficile convivenza con i pescatori.

 

Abbiamo parlato di:

Santuario Pelagos Website Twitter Facebook

Codice di Buona Condotta – Santuario Pelagos Documento

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Acquario di Genova – Padiglione Cetacei Website

Delfini Metropolitani Website

Fondazione Acquario di Genova Website

Balenottera comune Scheda

Capodoglio Scheda

Delfino comune Scheda

Globicefalo Scheda

Grampo grigio Scheda

Stenella striata Scheda

Tursiope Scheda

Zifio Scheda

Foca monaca Scheda

 

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