Sorbetti di frutta fresca, tiglio, limone e karkadè: alleati naturali contro il gran caldo

Hibiscus sabdariffa
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

A Lisbona, quando c’è afa, sui banconi dei caffè vengono adagiate per rinfrescarsi caraffe di limonata. La limonata di frutti freschi, meglio se con foglioline di menta, è, infatti, un’alleata sana e naturale per contrastare gli effetti del caldo, spesso reso insopportabile dall’alta umidità. 

Per combatterlo non serve, infatti, bere prodotti industriali, che, oltre a non dissetare, sono dannosi. Il Ministero della Salute, giorni fa, ha, ad esempio, richiamato un lotto di bottiglie di Coca-Cola perché il loro contenuto aveva “un sapore molto sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti”.

Contro il caldo salutari sono anche i sorbetti di frutta fresca. Se il sorbetto classico è quello al limone o alla menta, ormai la fantasia va a briglia sciolta: al kiwi, alla fragola, all’anguria, al lampone, al mirtillo…

Se con il solleone nessuno si sognerebbe di sorseggiare tisane calde, la natura ricorda, invece, che karkadè e tisane al tiglio aiutano a sudare per dissipare il calore corporeo in eccesso, riequilibrando, così, la temperatura corporea, con un ritrovato senso di frescura e, quindi, di benessere. Per liberarsi dal caldo interno non aiuterà, pertanto, stazionare a lungo in ambienti altamente climatizzati, salvo collezionare malanni: sinusite, nevralgie, rinite, faringite, tonsillite, laringite, polmonite, congiuntivite, se non quando arresto cardiorespiratorio. 

Il karkadè, ad esempio, il famoso tè del deserto o dei beduini, che lo usano per rinfrescarsi dopo lunghi viaggi fra le sabbie desertiche, si ottiene dall’infusione dei fiori essiccati dell’Hibiscus sabdariffa, pianta perenne delle Malvacee diffusa in Africa e in Asia. Una bevanda, priva di teina e caffeina, dai tanti benefici: aiuta la diuresi, la digestione, depura, remineralizza, contrasta i radicali liberi, ipertensione, tosse, raffreddore, mal di gola, ma, soprattutto, rinfresca e disseta, mantenendo inalterate le sue proprietà anche bevuta a temperatura ambiente o con cubetti di ghiaccio, mentre il suo sapore, leggermente acidulo, ben si sposa con menta e limone.

Proprietà diaforetiche e, quindi, capaci di stimolare il sudore, ha anche il tiglio, con i cui fiori si preparano profumate tisane. Se il tiglio è celebre contro ipertensione, nervosismo, spasmi, insonnia, mal di testa di origine nervosa, pitiriasi, brufoli e rughe, non tutti sanno che il suo infuso è un ottimo rimedio per contrastare il calore corporeo. In passato contro la febbre del latte delle puerpere per “liberare la donna” venivano, ad esempio, consigliati cinque o sei giorni di letto e infuso di tiglio con estratto di aconito e tartaro stibiato. Con il tè d’Olanda era, invece, un potente rimedio contro la febbre colerica, per la cui guarigione venivano prescritte, per stimolare il sudore, diverse tazze di infuso al giorno, letto e coperte di lana riscaldata. Nelle giornate di caldo, in particolare se intenso, una tisana al tiglio, stimolando la sudorazione, aiuterà pertanto a liberare il corpo dal suo fuoco.  

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