Sisma Italia Centrale: il Parlamento Europeo approva i fondi per la ricostruzione, Matteo Salvini diserta e va in TV

Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

I soldi ci sono: le ferite del terremoto che tra l’agosto del 2016 e il gennaio del 2017 ha colpito Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, potranno essere risanate. La cifra è consistente: 1.196.797.579 di euro. Serviranno alle operazioni di ricostruzione, emergenza, bonifica e protezione dei monumenti. Arrivano dal FSUE, il fondo di solidarietà dell’Unione Europea per il sostegno ai paesi membri colpiti dai disastri naturali con “gravi conseguenze per le condizioni di vita dei cittadini, l’economia del paese e l’ambiente”.

Dal 2002, anno della sua creazione, il fondo ha assistito 24 paesi membri colpiti da incendi, siccità, inondazioni, tempeste e terremoti. L’Italia, che ne aveva già beneficiato nel 2009 e nel 2012 dopo il terremoto de L’Aquila e in Emilia-Romagna, si trova adesso a beneficiare del più grande stanziamento europeo mai arrivato dal FSUE.

Il via libera è arrivato il 13 settembre dal Parlamento Europeo, approvato con 658 voti favorevoli. 6 i voti contrari e, quindi, contro l'Italia: quelli degli olandesi André Elissen, Marcel de Graaff e Olaf Stuger, del Partij voor de Vrijheid, al Parlamento Europeo in gruppo con i francesi del Front National di Marine Le Pen e i leghisti italiani, quindi del portoghese Nuno Melo, del PPE, il partito popolare europeo, e della britannica Diane James, categoria NI o non-attached members. 26 gli astenuti, fra cui il britannico Nigel Farage, ex leader dello Ukip e simbolo, ormai decaduto, della Brexit.

Gli eurodeputati italiani, almeno quelli presenti, hanno votato tutti a favore. C’erano tutti, tranne Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che la sera del 12 settembre, alla vigilia della votazione, era a Roma negli studi del programma DiMartedì di Giovanni Floris, in onda su La7, a parlare di idee e proposte del governo del paese. Nel giorno in cui s’approvava lo stanziamento dei fondi per l’Italia, mancavano alla votazione, documenti del Parlamento Europeo alla mano, a quanto pare anche l’europarlamentare del PD Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D al Parlamento Europeo – il cui nominativo compare, però, nelle schede della altre votazioni. Mancavano anche le europarlamentari del M5S Laura Agea e Rosa D’Amato e gli europarlamentari di Forza Italia Fulvio Martusciello e Stefano Maullu. Per il resto, tutti compatti: dai leghisti ai pentastellati, dai piddini ai centristi, dai conservatori alla sinistra a sinistra del PD.

I nuovi fondi comunitari andranno ad aggiungersi ai 30 milioni di euro che la Commissione Europea, con Matteo Renzi a Palazzo Chigi, aveva versato integralmente nel dicembre 2016 dopo che l’Italia aveva chiesto un anticipo a titolo del FSUE. Come si è arrivati alla somma finale? Nella loro domanda alla Commissione Europea, pervenuta il 16 novembre 2016 e ultimata il 15 febbraio 2017, con il calcolo di tutti i danni causati dal sisma tra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017, le autorità italiane avevano stimato a 21.878,8 milioni di euro il totale dei danni.

Poichè tale importo rappresentava l’1,36 % del reddito nazionale lordo italiano, 3,3 miliardi di euro, e superava la soglia dei 3 miliardi, l’evento calamitoso ai sensi del regolamento FSUE è stato considerato “catastrofe naturale grave”. Le autorità italiane hanno, quindi, stimato un costo degli “interventi essenziali di emergenza ammissibili”, sempre in base al regolamento FSUE, pari a 2.149.363.344 di euro, con la “quota maggiore di tale importo” riguardante i costi di ripristino della funzionalità delle infrastrutture, in particolare della viabilità, dei servizi di soccorso e dalle misure provvisorie di alloggio.

Di certo c’è che la concessione dello stanziamento comunitario non aiuterà, da qui al futuro, la propaganda elettoralistica sull’Europa sorda ai bisogni dell’Italia abbandonata a se stessa dopo il sisma. Così come occorrerà vigilare sui vari comitati d’affari all’italiana – nuove soluzioni abitative, riparazione delle infrastrutture, messa in sicurezza, ristrutturazione di edifici pubblici, siti architettonici e culturali, del resto il portafoglio è ricco – da sempre sensibili alle sirene del post sisma.

 

Per un approfondimento

Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea per fornire assistenza all’Italia Documento

Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea per fornire assistenza all’Italia Documento

 

 

 

 

 

 

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