Cambiamenti climatici e oceani, gli Europei poco informati ma gli Italiani sono preoccupati

Un'immagine dell'Antartide.
Alessandra Concas
di Alessandra Concas  - Giornalista

Secondo uno studio una persona su due è convinta che l’uomo influisca poco o niente.

Nel vecchio Continente c'è ancora una parte di persone poco informata o addirittura disinformata sull'impatto dei cambiamenti climatici sugli oceani. Il sorprendente sondaggio che lo ha rivelato è stato condotto su diecimila persone di diecimila Paesi europei, tra i quali l'Italia, pubblicato su Frontiers in Marine Sciences.

A livello complessivo è emerso che un po’ più della metà degli intervistati è convinta che l'uomo abbia un ruolo parziale o addirittura nullo sui cambiamenti del clima e molti di coloro che si dicono bene informati sull’argomento non lo sono.

Il 25% crede che l'Artico abbia perso il ghiaccio marino estivo e il 30% pensa che la temperatura degli oceani sia aumentata di più di due gradi. Sono elementi relativi a scenari possibili entro il 2100, non in atto. Convinzioni che preoccupano i ricercatori perché, sottolineano, se queste possibili conseguenze sono percepite come reali è difficile spingere le persone a rivolgere i loro comportamenti a prevenire questi cambiamenti.

Lo studio ha rivelato anche differenze regionali nella percezione degli argomenti legati a clima e oceani. Gli italiani, i tedeschi e gli spagnoli, sono coloro che si sentono tra i più informati sull'argomento, affermando di essere molto preoccupati, In relazione alle fonti, internet è il mezzo al quale italiani, cechi ed estoni danno più credito. Al contrario è quello meno considerato da francesi e britannici.

L’inquinamento è percepito come l'impatto umano più grave sull'oceano, ma gli europei non sono ben informati sull'acidificazione degli oceani che è causata dalle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.

Sono motivo di preoccupazione anche lo scioglimento dei ghiacci, l'innalzamento dei mari, gli eventi estremi, anche se i popoli che hanno a che fare con queste conseguenze, come i danesi o i norvegesi, sono i meno preoccupati.



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