Nina, la gallina intelligente che vive in casa

Credit Luca Spennacchio
Anna Simone
di Anna Simone  - Giornalista

Storie di convivenza tra un ragazzo, sua mamma e La Nina, una gallina. Se fosse un libro si potrebbe intitolare così, invece, si tratta di pagine di vita vera. A Milano in un appartamento in zona Turro c’è un’inquilina speciale: La Nina, una gallina di razza Serama. Pesa poco più di due etti e ha una seguitissima pagina Facebook, gestita da Silvia Amodio, giornalista e fotografa.

La Nina vive libera in casa, dorme in un comodino, mangia quando vuole e le piace stare in compagnia. “Ama farsi coccolare, soprattutto verso sera, riconosce il suo nome quando la chiamo e mi viene incontro come fosse un cane, accoglie gli ospiti che suonano alla porta e vuole sempre stare al centro dell’attenzione. Con regolarità la porto al parco, dove si appollaia sulla panchina mentre io leggo un libro. Stiamo costruendo nel tempo una relazione e se, apparentemente sono io a insegnarle delle cose, in verità è lei che mi sta portando a fare riflessioni molto importanti”, racconta Silvia.

Per gli scettici, sulla pagina Facebook La Nina ci sono i video che documentano tutto, inclusi quelli delle performance mentre gioca a calcio, suona lo xilofono o riconosce le carte uguali. E fuori casa? Ha imparato a stare al suo posto, ad esempio in macchina e in treno rimane dentro un trasportino, cioè un cestino di vimini. Fa anche le uova, a giorni alterni. Non finisce qui, La Nina è ambasciatrice di Animal Equality, organizzazione internazionale che si occupa di diritti degli animali, con lo scopo di attirare l’attenzione sulla condizione di tutti gli animali invisibili negli allevamenti.

Da questa esperienza di convivenza la Amodio ha voluto approfondire i meccanismi cognitivi delle galline, interpellando Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze all’Università di Trento che s’interessa all’origine della conoscenza. «Studiamo in parallelo i pulcini di pollo domestico come modello animale e i neonati della nostra specie. Approfondiamo – spiega Vallortigara – le categorie fondamentali dei processi di pensiero nel cervello. Impieghiamo i pulcini perché sono animali precoci, cioè appena usciti dall’uovo possiedono un repertorio di comportamenti motori e di abilità sensoriali molto sviluppato. Questo ci consente di osservare da subito le loro abilità cognitive per quel che riguarda l’esperienza prima della nascita e di vedere all’opera un “cervello allo stato di partenza”. Le galline hanno le stesse capacità di qualsiasi altro vertebrato. Abbiamo documentato che i pulcini sanno cogliere le numerosità, eseguendo l’equivalente di addizioni, sottrazioni e divisioni. Sanno orientarsi nello spazio e cogliere i rudimenti della geometria, sanno intuire le nozioni basilari della meccanica e degli oggetti fisici. Distinguono gli oggetti sociali: ad esempio sono attratti da stimoli che assomigliano alle facce o da quelli che sono semoventi, come gli oggetti animati».


Il detto “stupido come una gallina” non sembra dunque trovare fondamento.

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La Nina: Facebook

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