Il Parlamento Ue manda un monito alla Norvegia, “No alla caccia alla balena”

Alessandra Concas
di Alessandra Concas  - Giornalista

Sono stati uccisi quasi 14 mila esemplari dal 1986 e quest’anno sono aumentate le quote.

 “La Norvegia deve interrompa le sue attività commerciali legate alla caccia alla balena e l'Ue si assicuri che la carne del cetaceo non transiti nei suoi porti”. Suona deciso e senza mezzi termini, il monito del Parlamento dell’Unione Europea nei confronti della Norvegia. Lo hanno chiesto gli eurodeputati in una risoluzione approvata dalla plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo.

I membri dell’Assemblea Legislativa sottolineano che la moratoria del 1986 della International Whaling Commission sul commercio di carne di balena è ancora in vigore e che dall’epoca la Norvegia ha ucciso quasi 14 mila balene, stabilendo unilateralmente i propri limiti alla caccia. Quest’anno, in particolare, ha aumentato la quota da 880 esemplari a 999 mentre l'export di carne di balena è cresciuto negli anni recenti è cresciuto molto.

La caccia alla balena e ai cetacei di grandi dimensioni, viene compiuta attraverso navi e barche. Ha origini antiche, che risalgono almeno al 6000 a.C., ma si sviluppò soprattutto dal 1500 nell'Oceano Atlantico e dal 1800 nell'Oceano Pacifico. I baschi furono tra i primi balenieri commerciali, mentre tra i più numerosi furono gli statunitensi, dei quali il più famoso è di sicuro Herman Melville, autore del romanzo Moby Dick.

La caccia di solito procede con baleniere relativamente grandi (in tempi moderni, navi fabbrica) che lanciano scialuppe o altre navi più piccole che si avvicinano al cetaceo e lo colpiscono con un arpione (in tempi moderni, un arpione esplosivo). Quando che il cetaceo muore viene riportato alla baleniera e lì lavorato per separare il grasso e gli altri prodotti.

Nel 1800 il prodotto principale delle balene era il grasso, che veniva convertito in un olio utilizzato per le lampade, ma l'intero animale veniva utilizzato, compresi i fanoni, per corsetti, e l'olio fragrante del capodoglio per profumi. In tempi moderni l’utilizzo principale è la carne, un prodotto tipico di molte località con lunghe tradizioni baleniere, compresi il Giappone, l'Islanda, e molte popolazioni indigene negli Stati Uniti, nel Canada e in Norvegia.



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