La meraviglia dei castelli italiani immersi nella natura

Sirmione,Lombardia. Foto da icastelli.it
Anna Simone
di Anna Simone  - Giornalista

Da una parte c’è il fascino di antiche costruzioni nate per proteggere, dall’altro quello della natura: ci si trova davanti a una bellezza sconfinata quando si visitano alcuni castelli italiani posizionati in luoghi incantevoli.
Se ne contano a decine sul territorio nazionale.

Tra questi spicca il Castello Scaligero di Malcesine, costruito su uno sperone roccioso, sulle rive del Lago di Garda. Una prima edificazione del castello sopra i resti di precedenti fortificazioni sembra sia databile intorno alla metà del primo millennio per opera dei Longobardi. Intorno al ‘500 venne parzialmente diroccato e successivamente ricostruito dai Franchi dopo aver sconfitto le armate Longobarde. Quando Malcesine passò sotto i 'Della Scala' questi eseguirono lavori di ammodernamento e rinforzo nella fortezza, da qui la definizione di Castello Scaligero.

Sempre sul Lago di Garda, ma fronte lombardo, c’è da ammirare un altro castello Scaligero e cioè quello di Sirmione che domina il paesaggio ed è tra gli esempi meglio conservati di fortificazione lacustre. In origine possedeva tre ingressi, uno trovava luogo a meridione e sbarrava l’istmo che collegava la penisola alla terraferma, un altro a occidente rivolto in direzione del borgo, l’ultimo, sul lago. Mentre gli ingressi di terra si caratterizzavano per la presenza di ponte levatoio, l’ingresso dal lago era singolare, poiché protetto da una darsena artificiale potenziata da due torri angolari. La fortezza è ancora oggi circondata da un ampio fossato colmo d’acqua proveniente direttamente dal lago.

Spostandoci sull’Isola di Ischia il Castello Aragonese è imperdibile. Il primissimo castello risale al tiranno di Siracusa, Gelone. In seguito furono gli Aragonesi a donare alla fortezza la fisionomia attuale, che ricalca il Maschio Angioino a Napoli. Il Castello Aragonese sorge su un isolotto di roccia trachitica collegato al versante orientale dell'isola d'Ischia da un ponte in muratura.

Tornando sulla terraferma il fortilizio di Rocca Calascio, in Abruzzo, è tra le fortificazioni più alte d'Italia: situato a 1460 metri d'altezza domina la valle del Tirino e della piana di Navelli. Il suo impianto è di uso militare e si caratterizza per la capacità di fondersi con l'impervio territorio circostante.
Alla rocca si accedeva da ingresso posto sul lato est, a circa 5 metri di altezza, raggiungibile dalla corte esterna sottostante mediante una scala lignea retrattile. Efficacissimo punto di osservazione militare, permetteva di comunicare con gli altri castelli, fino alla costa adriatica, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne.

In Friuli Venezia Giulia fa un certo effetto trovarsi di fronte a Miramare dalle "bianche torri". Più che un castello in senso stretto è un esempio di residenza principesca del secolo XIX destinato agli appartamenti dell’arciduca Massimiliano e della consorte Carlotta del Belgio. L'arciduca seguì personalmente sia la progettazione della dimora sia l'allestimento del vasto parco (oltre 22 ettari), un giardino all'italiana ricco di piante rare, sculture, stagni e laghetti.

Il parmense vanta, invece, il castello di Torrechiara che sorge sulle colline vicino a Langhirano. La sua posizione elevata gli permette di dominare la vallata dove scorre il torrente Parma, punto di incontro tra la città e la montagna poco distante. Fu fatto costruire da Pier Maria Rossi (1413-1482), Conte di San Secondo, fra il 1448 e il 1460, sulle rovine di una precedente casaforte, di cui rimane una sezione del portico. Fin dall’inizio fu pensato non solo come struttura difensiva ma anche come dimora isolata per il Conte stesso e la sua amante Bianca Pellegrini di Arluno.

In Valle d'Aosta ci sono almeno due castelli da visitare: il castello di Fénis, quasi completamente ristrutturato, che ha tra i pezzi forti sia le balconate sia i mobili del XV e XVI secolo che l'amministrazione della regione Valle d'Aosta ha posto nelle stanze del maniero, creando il Museo del mobile valdostano.
La stessa regione offre lo spettacolo di castel Savoia costruito a inizio ‘900 a Gressoney Saint Jean. Era il rifugio prediletto della regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz già dal 1889. il castello sorge ai piedi del Colle della Ranzola nella località denominata “Belvedere”, in ragione della splendida vista che da lì domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. Si articola su tre piani: il pianterreno con i locali da giorno, il piano nobile con gli appartamenti reali e il secondo piano (non visitabile), riservato ai gentiluomini di corte; i sotterranei ospitano le cantine. Tutti autentici gli arredi esposti nel castello, così come le tappezzerie che ornano le pareti, in tessuto di lino e seta, decorate a effetto chiné.

Scendendo a sud, in Puglia c’è Castel del Monte. Costruito su un banco roccioso, in molti punti affiorante, è noto per la sua forma ottagonale. Su ognuno degli otto spigoli si innestano otto torri della stessa forma nelle cortine murarie in pietra calcarea locale Il cortile è caratterizzato, come tutto l'edificio, dal contrasto cromatico derivante dall'utilizzo di breccia corallina, pietra calcarea e marmi. Le sedici sale, otto per ciascun piano, hanno forma trapezoidale, con un collegamento fra i due piani avviene attraverso tre scale a chiocciola inserite in altrettante torri.Alcune di queste torri accolgono cisterne per la raccolta delle acque piovane, in parte convogliate anche verso la cisterna scavata nella roccia, al di sotto del cortile centrale.

 

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