Abusivismo edilizio, in Italia è ancora un'emergenza

Ermete Realacci
di Ermete Realacci  - Deputato alla Camera

Estremamente preoccupanti i dati del recente Rapporto Bes dell’Istat sull’abusivismo edilizio, in particolare al Sud, dove ogni 100  costruzioni autorizzate ce ne sono più di 40 abusive. L’abusivismo non è solo una piaga che fa scempio del nostro territorio, ma significa anche minore sicurezza per i cittadini ed economia in nero.

L’Italia è un paese dal suolo fragile in cui la corretta gestione del territorio è una priorità, dove l’abusivismo può contribuire ad aggravare il problema del dissesto idrogeologico. Un esempio per tutti: il 30 aprile 2006 ad Ischia cadde una frana su una casa che si trovava nella frazione di Pilastri, in una zona classificata come R4 ossia ad alto rischio, facendo quattro vittime. E dalla Liguria della giunta Toti con la proposta di legge regionale per il nuovo piano casa arrivano segnali che non fanno certo ben sperare. 

Oltre che alimentare l’economia in nero facendo concorrenza sleale agli imprenditori onesti, l’abusivismo edilizio si incrocia con il ciclo del cemento illegale e con la malavita organizzata. Secondo il rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente i reati legati al ciclo del cemento nel 2014 sono stati 5.750, con un incremento del 4,3% sull’anno precedente. Una piaga che si nutre di impunità e che continuerà ad essere forte finché ci sarà presunzione di impunità, contro cui è doveroso tenere alta la guardia. Le demolizioni sono la più efficace forma di prevenzione del fenomeno. Da tempo in parlamento giace una mia proposta di legge, l’Atto Camera n.71, per facilitare l’abbattimento degli abusi edilizi evitando lungaggini  e trucchi.

Contrastare l’abusivismo e ristabilire la legalità serve anche a sostenere la buona edilizia, legata a riqualificazione, innovazione, risparmio energetico, sicurezza e bellezza. Un’edilizia di qualità già ben presente nelle dinamiche del settore edile, favorita anche da buone politiche pubbliche come il credito d’imposta per le ristrutturazioni e l’ecobonus confermato nella legge di Stabilità. Proprio il credito di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ha rappresentato una straordinaria misura anticiclica: nel 2014 ha prodotto 28,5 miliardi di investimenti e 425mila posti di lavoro fra diretti e indotto, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie. Una misura che ci aiuta anche ad affrontare i problemi posti dai mutamenti climatici in atto, questioni di grande attualità al centro della Cop21 di Parigi, considerando che circa un terzo dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 si devono agli edifici.

 

 

 



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