Il medicamento a base di oli naturali che con una spruzzata cura piaghe e ferite

Fiorella Carnevali riceve il premio S.O.F.I.A.
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

C’è un unguento con erba di San Giovanni e olio di Neem che cura le ferite con una semplice spruzzata. Fiorella Carnevali, il medico veterinario ENEA che l’ha brevettato – e che vi ha curato i cavalli del 4° Rgt. Carabinieri, una storia che Tiscali ha raccontato – ha vinto il Premio Internazionale S.O.F.I.A. “per il suo impegno sociale, culturale e professionale e la sua attenzione alle fasce sociali più deboli”. Il premio, alla sua seconda edizione, è promosso dalla Associazione S.O.F.I.A. di Massa di Somma che porta avanti progetti di domiciliazione integrata per l’autonomia e la cura delle persone con disabilità, servizi di assistenza domiciliare per persone bisognose, in particolare, anziane, che vivono in stato di disagio psichico o fisico, economico, sociale e familiare. Tra i premiati, con Fiorella Carnevali, nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, l’étoile Carla Fracci, le unità cinofile dei Vigili del Fuoco intervenute a Rigopiano e Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice.

Il premio alla ricercatrice ENEA è un riconoscimento ai suoi studi su soluzioni naturali per la cura delle ferite, anche gravi: “Sapevamo già gli effetti della pianta di Neem, usata da circa tremila anni nella medicina tradizionale indiana e successivamente diffusa in tutti i paesi tropicali dagli indiani al seguito degli inglesi al tempo delle colonie, una pianta che veniva applicata sulle ferite per allontanare gli insetti” spiega Fiorella Carnevali. “E sapevamo anche che l’iperico era anticamente conosciuto per la cicatrizzazione delle piaghe.

Il preparato, da un lato forma una barriera trasparente che evita l’attacco dei germi sulla superficie lesa, che è una delle cause di morte in caso di grandi ustioni, e dall’altro aiuta la ricomposizione in tempi rapidi del tessuto di granulazione dalla qualità del quale dipenderà la guarigione con esito migliore anche sulle cicatrici”. L’unguento tiene, infatti, lontani mosche, mosconi, moscerini, zanzare, tafani e altri insetti, ostacolandone la deposizione delle uova sulle ferite e lo sviluppo delle larve, mentre può curare cavalli, tartarughe marine, cani, gatti, pecore e capre e, nell’uomo, ulcere, ulcere vascolari, piede diabetico, piaghe da decubito, lesioni acute, anche da trauma, ustioni, amputazioni, finanche pediatriche. Proprio perchè capace di contrastare dolore e complicazioni infettive è “particolarmente indicato nelle situazioni di emergenza, catastrofi naturali o conflitti armati, nei paesi in via di sviluppo e in tutte le situazioni con scarse condizioni igienico-ambientali”.

Il medicamento, in origine MIX 557, è nato nei laboratori del Centro Ricerche Casaccia di ENEA come “composizione fitoterapica con effetti cicatrizzanti biocida e repellente per la cura e la risoluzione delle lesioni esterne di qualunque estensione e natura” e si presenta come un fitoderivato in formulazione spray contenente estratti oleosi secondo una miscela al 50% di estratto di Hypericum perforatum L. e al 50% di Azadirachta indica A. Jus. Quello per uso veterinario si chiama ONE VET, mentre quello per uso umano è in commercio come 1 Primary Wound Dressing.

Un medicamento all-in-one che “può sostituire” spiegaFiorella Carnevali “disinfettanti, antibiotici e antinfiammatori dal momento del trauma fino alla guarigione completa con risparmi economici importanti”.

 

Abbiamo parlato di:

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ONE VET: l’unguento che cura i cavalli con gli oli naturali Articolo Tiscali

Associazione S.O.F.I.A. Website

Conservatorio di Musica San Pietro a Majella Website Facebook

Centro Ricerche Casaccia – ENEA Website

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