Zanzariere e repellenti: consigli contro gli insetti estivi

Insetto repellente a spray
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

Fra una cena estiva in giardino fra grilli, cicale e lucciole, pur di sfuggire agli insetti molesti c’è chi preferisce cenare in casa con il conforto di fornelletti a piastrina o elettroemanatori a ricarica liquida o, ancora, di finestre e porte sigillate per far circolare l’aria condizionata sapendo che con il freddo le zanzare sono meno attive. Dimenticando che anche alcuni di questi accorgimenti possono nascondere delle insidie: se l’aria condizionata non deve mai essere troppo alta per evitare malanni, fornelletti ed elettroemanatori vanno accesi, spiega Roberto Romi, ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunoimmediate dell’Istituto Superiore di Sanità, mezz’ora prima della necessità e sempre a finestre aperte, o garantendo un piccolo ricircolo d’aria per evitare effetti irritanti”.

Chi non ama fornelletti od elettroemanatori si affida alle classiche zanzariere per porte e finestre, proteggendo, con zanzariere personalizzate, letti e giacigli. E se in giardino o in terrazza un classico sono le candele alla citronella, zampironi, bastoncini di incenso di bambù impregnati di citronella, sono sempre più coloro che amano proteggersi con piante insetto-repellenti. Da qualche tempo vanno sempre più di moda anche eleganti zanzariere con cui proteggere ombrelloni, patii e gazebo, mentre originali zanzariere proteggono amache, piscine gonfiabili, letti da esterno e brandine.

Un capitolo a parte è quello dei prodotti insetto-repellenti da applicare sulla pelle. “Questi” raccomanda Roberto Romi “vanno usati solo quando necessario e scelti in base alla percentuale del principio attivo che contengono e che, per legge, deve essere indicata sull’etichetta. La maggior parte di questi prodotti, infatti, sono a base di icaridina (KBR), di dietiltoluamide (DEET) e di altre molecole di sintesi che possono avere effetti tossici come il Citrodiol (o PMC) e l’IR3535 (o AMP). Tali principi attivi, a differenza di quelli a base naturale, sono soggetti a legislazione da parte del Ministero della Salute, ai sensi del Regolamento UE n.528/2012 (PT18, PT19) relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei prodotti biocidi”. “I repellenti con concentrazione inferiore al 20%” precisa “sono sufficienti per le nostre latitudini mentre quelli con il 30% (o più) vanno applicati solo quando si viaggia in paesi in cui c’è il rischio di contrarre malattie trasmesse da zanzare infette”.

I repellenti vanno, inoltre, scelti in base all’età: non vanno utilizzati sotto ai 2 anni, anche se a base di estratti naturaliin questo caso, consiglia Roberto Romi, “optare per barriere meccaniche come un velo di tulle a maglie strette da mettere ben teso sulla culla e sul passeggino; dai 2 ai 12 anni vanno usati “esclusivamente” prodotti con concentrazione di principio attivo minore o uguale al 10%, non superando le 2 applicazioni al giorno; dai 12 anni in su “alle latitudini italiane” saranno “sufficienti i prodotti inferiori al 20% di principio attivo che proteggono anche fino a 6 ore”, tanto che non sarà necessario “applicarli più volte”; in gravidanza e allattamento “è meglio non applicare prodotti a base di DEET e KBR mentre il Citrodiol può essere utilizzato non più di una volta al giorno e a concentrazioni inferiori/uguali al 20%”.

Fra le altre raccomandazioni: evitare di applicare i prodotti insetto-repellenti insieme a creme solari e creme idranti con schermo anti UV poiché possono aumentare l’assorbimento del principio attivo, diminuendone, spiega Roberto Romi, l’evaporazione. Né vanno applicati su “tagli, pelle irritata o su una precedente puntura di zanzara perché la pelle può infiammarsi maggiormente e il principio attivo può essere assorbito in quantità maggiori”. Le mani vanno lavate dopo ogni applicazione, mentre sui minori di 12 anni non vanno applicati direttamente ma spalmati dagli adulti affinché “non vengano accidentalmente a contatto con gli occhi, irritandoli, o con la bocca del bambino”.

 

Abbiamo parlato di:

Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunoimmediate – ISS Website

Istituto Superiore di Sanità Website Twitter

 

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