Un pomodoro bronzeo contro le infiammazioni croniche intestinali

Pomodoro bronzeo © Andrew Davis
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

C’è una patologia come l’infiammazione cronica intestinale che ancora non ha una cura. In Europa, ad esempio, ne soffrono più di 2,2 milioni di persone. Per alleviare i suoi sintomi la scienza guarda ora ai polifenoli, famiglia di metaboliti secondari derivati dalle piante.

“Frutta e verdura sono alimenti ricchi di polifenoli, ma per ottenere la giusta combinazione e le giuste quantità attraverso la dieta dovremmo assumerne una varietà e quantità elevatissime” osserva Angelo Santino, ricercatore dell’Isituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, unità di Lecce, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. A Lecce si conducono ricerche su biotecnologie microbiche per il miglioramento delle filiere viti-vinicola e olivicola, si producono composti bioattivi, ci si occupa di vie metaboliche della cellula vegetale e della qualità dei prodotti. All’interno di quest’ultimo cluster si attuano interventi di regolazione e modifica delle vie metaboliche coinvolte nella biosintesi di metaboliti secondari con proprietà salutistiche, ad esempio, i polifenoli, in particolare di interesse agronomico. Né è quindi un caso che i suoi ricercatori abbiano condotto uno studio su una linea di pomodoro contenente una combinazione “unica” di polifenoli capace di alleviare i sintomi delle patologie infiammatorie intestinali. Lo studio, coordinato da Angelo Santino e pubblicato su Frontiers in Nutrition, è stato realizzato in collaborazione con Cathie Martin ed Eugenio Butelli del John Innes Centre di Norwich e con Marcello Chieppa dell’IRCCS S. De Bellis, ente ospedaliero specializzato in gastroenterologia, di Castellana Grotte, in provincia di Bari.

Grazie all’ingegneria metabolica, i ricercatori hanno creato un pomodoro, chiamato bronzeo per il colore metallico e bronzato della sua buccia, con una combinazione di polifenoli, “in particolare di flavonoidi” spiega Angelo Santino “antocianine e stilbenoidi la cui azione sinergica è stata valutata in topi affetti da infiammazione cronica intestinale”. L’ingegneria metabolica riveste sempre più un ruolo importante perché in futuro, spiega il Cnr, aiuterà ad ottenere “alimenti funzionali arricchiti in specifici elementi fitochimici e dall’elevato potere nutrizionale che potranno essere utilizzati per la prevenzione e come coadiuvanti nella terapia di importanti patologie croniche umane”.

Nel frattempo le prove in vivo con lo speciale pomodoro hanno dimostrato come la combinazione di polifenoli migliori i sintomi dell’infiammazione intestinale: “Tra gli effetti benefici riscontrati” spiega Aurelia Scarano, ricercatrice dell’Ispa-Cnr “abbiamo osservato un miglioramento nella composizione del microbiota, con arricchimento in batteri lattici positivi e una riduzione sia nel contenuto di sangue nelle feci sia nella secrezione di fattori infiammatori”.

E, sorpresa, un solo pomodoro bronzeo ha dimostrato di avere “effetti benefici” sulle infiammazioni intestinali, spiega Giovanna Giovinazzo, ricercatrice dell’Ispa-Cnr, “paragonabili a quelli di 5 kg di uva rossa, notoriamente ricca in polifenoli”. 

 

Abbiamo parlato di:

Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari – CNR Website

Unità di Lecce – Ispa-Cnr Website

Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR Website Twitter Facebook

Combined Dietary Anthocyanins, Flavonols, and Stilbenoids Alleviate Inflammatory Bowel Disease Symptoms in Mice Articolo

John Innes Centre – Norwich Website Twitter Facebook LinkedIn

IRCCS S. De Bellis Scheda

 

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