Cosmetici green: naturali e "buoni", ma è sempre così?

Cosmesi green © Cosmetics China Agency
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

Il mercato dei cosmetici green continua a crescere. Cosmetica Italia, l’associazione confindustriale di imprese cosmetiche, nelle sue previsioni per il 2017 aveva, ad esempio, parlato di un giro d’affari di 950 milioni di euro pari al 9% del fatturato di settore.

Secondo un’indagine di Human Highway, realtà che sviluppa analisi e indagini di mercato utilizzando la rete come ambiente di ricerca, in Italia più di 7 consumatori su 10 in futuro continueranno a basare i loro acquisti all’insegna della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente e dei vincoli etici. Si sa, ad esempio, che a richiedere una maggiore sostenibilità, etica e cura per l’ambiente è il 70,2%; che il 34,3% desidera prodotti cruelty free, non testati, cioè, su animali; che il 25,3% predilige prodotti privi di parabeni, conservanti in genere, glutine, olio di palma, tensioattivi, addittivi considerati superflui; che il 16,3% chiede maggiore attenzione al sociale e, quindi, verso i lavoratori ed il territorio di appartenenza; che l’11,2% propende per un “prodotto cosmetico vegano”, unicamente, cioè, di estratti vegetali; che il 9,2% comprerebbe solo prodotti a km 0 e, l’8,1%, ottenuti con ridotto consumo d’acqua.

Naturale è sempre buono? E, soprattutto, cosa s’intende per naturale? A spiegarlo è il professor Leonardo Celleno, presidente di AIDECO, l’associazione italiana di dermatologia e cosmetologia: “Qualcuno potrebbe dire che un prodotto è naturale perché, ad esempio, è a base di erbe alpine, salvo poi scoprire che non ne contiene in quantità diversa da altri”. Non è, quindi, una questione di salute, poiché questi prodotti sono a norma, ad eccezione di quelli acquistati sulle bancarelle dei mercatini o attraverso canali illegali.

Anche i cosmetici green possono causare dermatiti? Il professor Celleno spiega a tal proposito che, così come i “cosmetici in generale”, anche quelli “verdi” possono essere una “fonte importante e comunque non allarmistica” di dermatiti, quindi irritative, diverse da quelle allergiche causate da sostanze “più a rischio” come fragranze e conservanti.

Per acquisti sicuri il professor Celleno consiglia ai “cultori della natura in vasetto” di scegliere prodotti di “aziende serie e conosciute, con etichette chiare, che non promettano azioni mirabolanti e che siano certificate dagli enti preposti”. Nei cosmetici green, infatti, le sostanze di origine naturale che sostituiscono quelle sintetiche devono essere “altrettanto performanti”, cioè, “ugualmente valide dal punto di vista organolettico” e, quindi, della “gradevolezza” del prodotto finale. Un fattore importante se si pensa che negli ultimi anni la chimica ha perso sempre più appeal agli occhi dei consumatori tanto che, spiega ancora il professor Celleno, “anche le multinazionali cosmetiche più storiche, che avevano come must il cosmetico convenzionale, oggi rivendicano la presenza di sostanze naturali, soprattutto vegetali, praticamente in tutte le loro linee”.

 

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