Cambiamenti climatici e innalzamento dei mari: le coste italiane a rischio inondazione

Mareggiata © WallHere
Stefania Elena Carnemolla
di Stefania Elena Carnemolla  - Giornalista pubblicista

Il principio è quello dei vasi comunicanti con passaggio del liquido da un vaso all’altro. Prendiamo, ad esempio, il Mar Mediterraneo, che gli scienziati amano paragonare più ad un lago che ad un mare e che riceve le acque del Mar Nero e dell’Oceano Atlantico: accadrà che con l’aumento delle temperature, salendo il livello degli altri due mari, anche quello del Mar Mediterraneo aumenterà. Il rischio? Inondazioni.

Il 5 luglio a Roma, in occasione di un vertice internazionale sui cambiamenti climatici e la variazione del livello del Mar Mediterraneo organizzato da ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ENEA ha, pertanto, presentato un nuovo modello climatico per “previsioni a breve termine” sempre “più dettagliate” che riguardano l’Italia. Sono state, infatti, individuate 7 nuove aree costiere a rischio inondazione per l’innalzamento del Mar Mediterraneo a causa dei cambiamenti climatici e le caratteristiche geologiche della penisola. Le stime ENEA parlano di una “perdita di decine di chilometri quadrati di territorio entro la fine del secolo”. Le 7 località si trovano 4 sul versante adriatico e 3 nelle isole. Le località adriatiche sono Pescara, Martinsicuro e foce del Tronto (Teramo), Fossacesia e foce del Sangro (Chieti), Lesina (Foggia), dove ENEA prevede un “arretramento delle spiagge e delle aree agricole”. Le località isolane, invece, sono: Granelli (Siracusa), Valledoria (Sassari) e Marina di Campo (Isola d’Elba). Queste areee costiere vanno ad aggiungersi a quelle già mappate da ENEA nell’Alto Adriatico fra Trieste, Venezia e Ravenna, nel Golfo di Taranto e nelle piane di Cagliari e Oristano. Altre zone a rischio sono state, invece, individuate in Versilia (Toscana), Fiumicino, Fondi e altre zone dell’Agro Pontino (Lazio), piane del Sele e del Volturno (Campania), Catania e Isole Eolie (Sicilia). Di tutte le zone a rischio inondazione ENEA ha diffuso una cartina generale.

Il nuovo modello climatico cui ENEA sta lavorando in collaborazione con il MIT di Boston e la comunità scientifica italiana si avvale del supporto di CRESCO 6, il supercalcolatore ENEA del Centro Ricerche ENEA di Portici, capace di integrare dati ocenografici, geologici e geofisici per previsioni a breve termine e molto dettagliate sull’innalzamento del Mar Mediterraneo. Il supercalcolatore sarà, infatti, di grande aiuto: “Finora” spiega il climatologo Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti di ENEA “le nostre proiezioni di aumento del livello del mare si sono basate su dati dell’IPCC, la maggiore istituzione mondiale per il clima, che stimano l’innalzamento globale delle acque marine fino a quasi 1 metro al 2100. Ma questi dati difettano di dettagli regionali e per colmare questa lacuna stiamo realizzando un modello unico al mondo che combina diversi fattori, come la fusione dei ghiacci terrestri, principalmente da Groenlandia e Antartide, l’espansione termica dei mari e degli oceani per l’innalzamento della temperatura del pianeta, l’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi e dalle maree, ma anche l’isostasia e i movimenti tettonici verticali che caratterizzano l’Italia, un paese geologicamente attivo dove si manifestano con grande frequenza bradisismi e terremoti anche nelle aree costiere”.

Come spiegato poco fa, sotto la lente d’ingradimento degli scienziati c’è il travaso delle acque di altri mari, dell’Oceano Atlantico, attraverso lo Stretto di Gibilterra e del Mar Nero attraverso lo Stretto dei Dardanelli, con il livello destinato ad aumentare di pari passo con l’aumento dell’impatto dei cambiamenti climatici: “Questo travaso di acque” spiega Gianmaria Sannino “avviene perché l’Atlantico è più alto di 20 cm e il Mar Nero di 50 cm rispetto al Mediterraneo, il cui livello è comunque stimato in crescita nei prossimi anni per l’aumento delle temperature”. Focalizzandosi, invece, sull’innalzamento del livello medio degli oceani, Fabrizio Antonioli, geomorfologo ENEA, ricorda come negli ultimi 200 anni anni tale livello sia aumentato “a ritmi più rapidi rispetto agli ultimi 3 mila anni, con un’accelerazione allarmante pari a 3,4 mm l’anno solo negli ultimi due decenni”.

In questo senso sarà sempre più importante abbracciare politiche ambientali più virtuose: “Senza un drastico cambio di rotta nelle emissioni dei gas a effetto serra” avverte il ricercatore ENEA “l’aumento atteso del livello del mare entro il 2100 modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con una previsione di allagamento fino a 5.500 km2 di pianura costiera, dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana”.

 

Abbiamo parlato di:

ENEA Website Twitter Facebook

Modello climatico per il Mediterraneo – ENEA Video

MIT – Massachussets Institute of Technology Website Twitter Facebook Google+

Centro Ricerche ENEA – Portici Scheda

Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti Scheda

 

MAPPE E CARTINE

Cartina geografica con tutte le aree costiere italiane a rischio inondazione Cartina ENEA

Mappe nuove aree costiere italiane a rischio inondazione

Pescara (Abruzzo) Mappa ENEA

Martinsicuro e foce del Tronto (Abruzzo) Mappa ENEA

Fossacesia e foce del Sangro (Abruzzo) Mappa ENEA

Lesina (Puglia) Mappa ENEA

Granelli (Sicilia) Mappa ENEA

Valledoria (Sardegna) Mappa ENEA

Marina di Campo (Isola d’Elba) Mappa ENEA

Mappe altre aree costiere italiane a rischio inondazione

Alto Adriatico – Taranto – Cagliari – Oristano Mappe ENEA

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