Da Obama a Trump: nubi nere per l'ambiente?

Prateria del Dakota Foto Pixabay CC0 Public Domain
Vania Statzu
di Vania Statzu  - Economista ambientale

"Cara Michelle Obama, mi rivolgo a lei come una madre preoccupata ad un'altra. [...] Ci sono ragazze dell'età delle vostre figlie e di mio nipote che rischiano la vita tutti i giorni alle Standing Rock. Sono coraggiosi e sono pazienti. Non ci sono molti ripari che li proteggano dai venti del Nord Dakota, dai proiettili di gomma, dallo spray al pepe e dai cannoni che sparano acqua anche nei giorni di freddo intenso. I figli dei custodi originali dell'America stanno combattendo non solo per le loro terre sacre, ma per le loro vite. [...] Ci sono due schieramenti che si contrappongono nella battaglia per mantenere gli interessi petroliferi lontani dalle loro terre sacre, i Nativi Americani e i loro molti alleati, con le armi della preghiera e della resistenza non violenta da un lato, e una forza di polizia militarizzata con il suo potere schiacciante dall'altro. Plaudo al coraggio dei Protettori dell'Acqua perché hanno deciso di continuare ad utilizzare la non violenza, come hanno fatto i grandi eroi che hanno cambiato il nostro passato, come Martin Luther King e Gandhi. Non credo che il presidente Obama voglia essere ricordato per la sanguinosa battaglia di Standing Rock. E neppure per la complicità con cinquecento anni di mancanza di rispetto, razzismo, trattati strappati e massacri. Io credo che sia un uomo migliore di tutto ciò. C'è ancora tempo sufficiente perché suo marito ponga rimedio a questi torti. [...] Poi deve riaffermare il suo impegno per l'ambiente, e una volta per tutte, deve porre fine alla costruzione del Dakota Access Pipeline. Vi auguro di avere la forza necessaria per questi ultimi mesi alla Casa Bianca. Non potete immaginare quanto ci mancherete. Con grande affetto e rispetto, Joan Baez"

Con questa lettera, nei primi giorni di dicembre, Joan Baez chiedeva l'intercessione di Michelle Obama affinché il Presidente Obama ed il Governo statunitense bloccassero lo sgombero forzato delle Standing Rock, dove migliaia di rappresentanti dei popoli dei Nativi Americani e loro sostenitori (tra cui volti noti di Hollywood e un folto gruppo di veterani dell'esercito) protestavano contro la posa di un oleodotto che avrebbe minacciato le risorse idriche della zona.

Barack Obama non è stato insensibile ai tanti appelli e alla strenua e commovente protesta dei Sioux: il 5 dicembre, l'equivalente del genio militare dell'Esercito degli Stati Uniti ha deciso di non autorizzare il tratto dell'oleodotto che sarebbe dovuto passare sotto il letto del fiume Missouri nel tratto che attraversa la riserva Sioux a Standing Rock.

Si tratta di una vittoria storica per il popolo dei Nativi Americani e per tutti gli americani che sostengono la tutela dell'ambiente a fronte degli interessi delle industrie del petrolio e del carbone. Ma si tratta di una vittoria storica per tutti coloro che vorrebbero degli Stati Uniti più attenti al cambiamento climatico, soprattutto davanti ad infrastrutture i cui benefici economici ed in termini di indipendenza energetica non sono così certi.

Prima di lasciare la Casa Bianca, il Presidente Obama, in accordo con il Presidente canadese Justin Trudeau, ha disposto il divieto permanente di trivellazioni off-shore di petrolio e gas naturale in Artico e nell'Atlantico. Inoltre ha disposto la creazione di due nuove aree protette: il Bears Ears National Monument, un'area sacra di oltre 540 mila ettari – su cui si trovano circa 100 mila siti archeologici - che da tempo i Nativi Americani chiedevano di tutelare dagli interessi delle industrie che operano nell'estrazione mineraria e nella trivellazione di idrocarburi; il Gold Butte, un'area di 12 mila ettari nel Nevada dove si trovano reperti archeologici e fossili importantissime, tra cui tracce di pitture rupestri e rari fossili di dinosauri.

Sfortunatamente, sia il Partito Repubblicano che le industrie interessate e gli altri oppositori stanno facendo il conto alla rovescia, sapendo che Donald Trump li sosterrà nel tentativo di rimuovere le protezioni e le regolamentazioni ambientali appena imposte: persino la vittoria dei Sioux a Standing Rock potrebbe essere rimessa in discussione e rivelarsi un'effimera vittoria di Pirro. Solo lo stop alle trivellazioni off shore, basata su una legge del 1953, sembra poter avere sufficienti tutele.

Lo scontro tra il Presidente entrante Donald Trump e i difensori dell'ambiente è già in atto e non riguarda solo "sparuti ambientalisti, ricchi annoiati e poveri Nativi Americani": il Governatore dello Stato della California, Jerry Brown, ha appena dichiarato che se il nuovo Presidente darà nuovamente il via alle industrie delle fonti fossili, non rispettando gli Accordi di Parigi, la California agirà in maniera indipendente per dare il proprio contributo alla lotta contro il cambiamento climatico. Ed ha già dato pieno sostegno alla comunità scientifica statunitense, impegnata nelle scorse settimane in un convegno sul "guerrilla archiving" in cui si è deciso di salvare su server fuori dal controllo della futura amministrazione tutti i dati e le ricerche sul clima, onde evitare che il futuro Presidente possa tentare di distruggere tale patrimonio di conoscenze e ribadire il concetto già espresso per cui "il cambiamento climatico è un'invenzione dei cinesi".

 

Per saperne di più:

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