Nudging: la spinta gentile che può convincerci a rispettare l'ambiente

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Vania Statzu
di Vania Statzu  - Economista ambientale

Negli ultimi anni, studiosi di diverse categorie si sono concentrati nella ricerca di strumenti che permettessero di far fare ai cittadini le scelte corrette, anche per quanto riguarda il rispetto delle norme sociali e delle leggi.
I Governi hanno sviluppato interesse per tutte le misure che permettano di promuovere l'adozione da parte dei cittadini di determinati comportamenti, evitando strumenti più o meno coercitivi od obbligatori applicati nel passato e che hanno spesso ottenuto effetti contrari.

Già decenni fa, l'Unione Europea nel portare avanti le sue politiche ambientali si rese conto che le politiche di command&control – che prevedevano ferree norme da rispettare e sanzioni da applicare agli inadempienti – avevano costi elevati e risultati non soddisfacenti. Per questo motivo, vennero promossi strumenti volontari di riduzione degli impatti ambientali, ma neppure questi approcci sono risultati totalmente efficienti. Da tempo nell'economia comportamentale, si analizzano le motivazioni delle distorsioni che fanno sì che gli individui non prendano le decisioni migliori per la massimizzazione del proprio benessere (inteso in senso lato).

Sostanzialmente le scelte non sono pienamente razionali ma sono influenzate da emozioni ed altri elementi psicologici: analizzare la cosiddetta "architettura delle scelte" permette di ricostruire in che modo gli individui ragionano e scelgono e di identificare gli elementi che permettono di spingerli ad effettuare le scelte corrette. Come ha affermato Robert Baldwin della LSE in questo modo "è possibile indirizzare le persone verso la decisione più efficiente, senza costringerli, ma semplicemente cambiando la modalità di presentazione della scelta".

Questo deriva dalla teoria del nudge (pungolo) tratta dal libro di Richard Thaler e Cass Sunstein (2008) "Nudge: La spinta gentile". L'idea alla base è quella di identificare i mezzi per spingere le persone ad agire in maniera da comportarsi correttamente senza obblighi di leggi o incentivi economici. Questa idea è subito piaciuta ai governi: Sunstein è diventato uno dei consulenti dell'amministrazione di Barack Obama e anche Cameron ed altri governanti hanno adottato questa strategia per indurre i cittadini ad adottare comportamenti virtuosi a livello sociale. Nel Regno Unito è bastato modificare il testo della lettera inviata ai contribuenti, per incrementare il numero di inglesi che hanno pagato le tasse; un uso sapiente di suoni e colori disciplina il comportamento dei passeggeri di stazioni e aeroporti; sistemi di trompe d'oeil in prossimità delle scuole aiutano gli automobilisti a rallentare.

Baldwin distingue tre livelli differenti di nudge: il primo è quello della semplice informazione mirata, come il messaggio "Il fumo fa male" sui pacchetti di sigarette; il secondo livello implica un'azione da parte del ricevente, come istituire un'area fumatori lontana dal luogo di lavoro, per scoraggiare i più pigri; il terzo livello punta a scioccare il ricevente per scoraggiare una certa abitudine: è il caso dei cartelloni pubblicitari che mostrano immagini forti degli effetti del fumo.

Sebbene i detrattori temano un'eccessiva pervasività dei governi nell'ambito privato, grazie a questa tecnica potrà essere più facile in futuro far passare messaggi ambientali che spingano il cittadino a fare correttamente la raccolta differenziata e a non gettare i rifiuti per strada, a consumare in maniera più attenta l'acqua, ad evitare il consumo eccessivo di energia e lo spreco di cibo, ad utilizzare maggiormente i mezzi pubblici ed il consumatore a fare acquisti più consapevoli, ad esempio cibo biologico, elettrodomestici in classe A++, detersivi e prodotti di profumeria a basso impatto, prodotti che non sono associati a deforestazione né a sfruttamento dei lavoratori.

 

Per saperne di più:

- Nudge Italia Website

- IESCUM Website Facebook Twitter

- Formiche.net Website Facebook Twitter

- Center for Environmental Policy and Behavior Website Twitter

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