Colloquio di lavoro: dalla scelta del colore a quella dei tessuti, i 10 consigli per il look più adatto

Niente di vistoso - mai in arancione e no alle scollature vertiginose -ed essere se stessi, ma l'abito conta e condiziona la “enclothed cognition”

Il decalogo per i colloqui di lavoro
Il decalogo per i colloqui di lavoro
Redazione Tiscali

Si dice che “l’abito non fa il monaco” ma quando si tratta di affrontare un colloquio di lavoro l’outfit giusto può davvero fare la differenza. E se è vero che il linguaggio verbale incide solo per il 10% nella comunicazione, come riportato in numerosi studi condotti da linguisti, è importante giocarsi tutte le carte nei primi secondi decisivi in cui il selezionatore inquadra il candidato ed effettua d’istinto già una prima selezione.

Il codice di abbigliamento dell’azienda

Il segreto? Indossare abiti in cui ci si senta a proprio agio ma che, al tempo stesso, rispettino il codice di abbigliamento di quella determinata azienda. Una teoria comprovata da un’indagine inglese, condotta dalla società di recruiting TheLadders.co.uk, secondo cui ben 4 selezionatori su 10 (37%) scelgono i candidati basandosi sul dress code. A dimostrare invece che i vestiti hanno il potere di condizionare la percezione di sé, secondo un meccanismo che si chiama enclothed cognition, ci hanno pensato due studiosi della Northwestern University, pensiero ripreso anche sulle pagine del The New York Times. È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication, per Bigi Cravatte Milano, attraverso il monitoraggio di oltre 70 testate internazionali e il coinvolgimento di fashion blogger ed esperti di stile.

Attenzione alla cravatta

“Quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano - è fondamentale dare una buona impressione di sé al primo sguardo indossando vestiti appropriati e mostrando un aspetto curato. Se la vastità del guardaroba femminile permette di creare infinite combinazioni, per gli uomini presentarsi al colloquio in giacca e cravatta si rivela spesso la scelta giusta, anche se non sempre è necessario. Tuttavia, qualora l’ambiente di lavoro o la posizione lo richieda, è fondamentale indossare una cravatta coerente con il proprio outfit e, soprattutto, di qualità. Infatti se si decide di optare per la cravatta è importante che venga portata bene quindi sono vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati.” E proprio l’attenzione al dettaglio è diventata un fattore essenziale nel mondo del lavoro perché è nei particolari di ogni candidato che si celano gli indizi relativi all’ordine, all’accuratezza e all’affidabilità che ricercano i selezionatori.

Equilibrio tra look e ambiente

Importante è quindi informarsi adeguatamente sull’azienda presso la quale si intende svolgere il colloquio, individuando l’equilibrio giusto tra il look richiesto dall’ambiente di lavoro e il rispetto della propria personalità.

I colori

Come scegliere quindi l’outfit adatto all’ambiente di lavoro evitando di trasmettere disagio e incoerenza? “Innanzitutto il colore è una componente estremamente importante per la scelta di abiti e accessori – prosegue Stefano Bigi –. Nell’abbigliamento maschile il grigio e il blu sono un passepartout in queste situazioni ma per chi vuole dare un tocco di personalità al look mantenendo un registro formale è possibile abbinare accessori nelle diverse tonalità del blu, o nei colori bordò, marrone e verde.

I tessuti

Per quanto riguarda materiali e fantasie, si può optare per una cravatta tinta unita o con piccoli disegni, prediligendo i classici colori scuri, per la candidatura a ricoprire una posizione di lavoro d’ufficio in un ambiente elegante e formale. Spazio a cravatte sfoderata con orlo a mano, dallo stile più casual, o alla classica riga, in seta/lino per la stagione estiva, per ambienti più informali. Infine, per presentarsi ad un colloquio di lavoro per una posizione che implichi creatività e personalità suggerisco una cravatta più stretta. Il consiglio è sempre quello di non eccedere indossando colori sgargianti o accessori troppo stravaganti”.

Niente scollature profonde

Marie-Loù Pesce, blogger di Fashion in the Moonlight, suggerisce invece qualche proposta di outfit femminile per non essere colti impreparati durante una job interview: “Per candidature nel settore finanziario, bancario, giuridico, o per qualsiasi altro lavoro d’ufficio, la scelta ideale è mantenere un look classico ed elegante. Niente gonne vaporose o pantaloni eccentrici ma soprattutto niente scollature profonde. Per posizioni lavorative più informali propongo di abbinare i pantaloni ad una giacca particolare o di indossare una shirtdress, completando il look con accessori divertenti. Infine, se la candidatura è per un posto da creativo sarà possibile prendersi un po' più di libertà con il codice di abbigliamento. Per un outfit particolare e ricercato suggerisco di dare un tocco di personalità al look con un bel fiocco al collo, un maglione stampato o dei pantaloni stravaganti.”

Mise e personalità del candidato

Tendenze confermate anche da uno studio realizzato dall’azienda di recruiting TheLadders.co.uk e pubblicato sul sito dell’Università britannica del Kent, dal quale è emerso che il 37% dei responsabili HR intervistati hanno ammesso di aver assunto candidati basandosi sul loro outfit. In particolare il 36% ha ritenuto che l’abbinamento di colori e stili fosse un importante indicatore della personalità del candidato, mentre il 75% ha valutato la coerenza degli abiti alla circostanza. Il 33%, infine, ha ritenuto importante la corrispondenza dello stile dell’aspirante alle politiche aziendali.

Mai in arancione

E i colori? L'arancione è considerato il colore peggiore da indossare per un colloquio di lavoro (95%), seguito dal rosso 84% e dal rosa 83%. Imperdonabili infine gli abiti stropicciati e macchiati per 59% dei dirigenti. Per gli uomini sì a calzini neri 77%, scarpe in pelle nera 56%, abito su misura navy 51%, giacca e cravatta (50%), camicia a maniche lunghe bianca o blu 48% e gemelli 37%; no a chinos 50%, polo 66%, jeans 82%, t-shirt 88% e giacche di pelle 70%.

No alla gonna corta

Per le donne invece sì a collant 94%, tacchi alti 69%, gonna o abito nero a metà lunghezza 64%, perle 56%, camicia a maniche lunghe o camicetta 42%; no a gioielli pendenti 99%, spalline 97%, scollature profonde 95%, gambe nude 94%, scarpe sportive 91% e gonna corta 60%. Tra le violazioni più comuni al dress code aziendale, rilevate dalla società americana di consulenza aziendale OfficeTeam intervistando un panel di responsabili HR, sul podio ritroviamo un abbigliamento eccessivamente casual (47%), seguito da troppa pelle in mostra (32%).

Il decalogo

Ecco infine i 10 consigli degli esperti di stile per fare centro al colloquio:

1. Assicurarsi che i vestiti siano puliti e stirati.

2. Evitare abiti visibilmente troppo stretti, che non si adattano al proprio fisico.

3. Evitare i colori troppo sgargianti.

4. Evitare accessori e gioielli troppo vistosi, oppure profumi e dopobarba troppo persistenti.

5. Indossare scarpe pulite e non usurate. Gli uomini sono invitati ad evitare sneakers e optare per un paio di stringate classiche. Mentre alle donne si consiglia di non indossare tacchi eccessivamente alti e sandali.

6. Assicurarsi di indossare una cintura coerente con l’outfit e possibilmente abbinata al colore delle scarpe.

7. Presentarsi con capelli e barba in ordine.

8. Assicurarsi di avere le mani curate tenendo presente che sono la parte del corpo maggiormente esposta durante il colloquio.

9. Considerare che non esistono colloqui informali. Nel dubbio meglio “eccedere con le formalità”.

10. Ed infine essere se stessi, la cosa più importante.