Deisel o Diesel? Renzo Rosso tarocca il suo brand per combattere contro i falsi

L’inventore del celebre marchio ha aperto un falso finto negozio che vende articoli prodotti dalla sua casa di moda con una scritta palesemente alterata

Renzo Rosso indossa una vera felpa Diesel col marchio Deisel
Renzo Rosso indossa una vera felpa Diesel col marchio Deisel
TiscaliNews

Afflitto da anni dal problema dei falsi, Renzo Rosso, inventore del marchio Diesel e fondatore della holding Only the Brave, ha deciso di reagire “taroccandosi” da sé. Rosso ha raccontato al Sole 24 Ore la sua ultima trovata di marketing e comunicazione che ha realizzato a New York in piena Chinatown. «È un modo, molto ma molto Diesel-style, di affrontare il tema dei falsi. Vogliamo suscitare stupore, clamore persino. Ma usando tanta (auto)ironia».

Il marchio Diesel si prende gioco dei falsi

Ecco com’è andata: il 1° febbraio, perfettamente mimetizzato in Canal Street, una delle “vie dei falsi” più nota a New York e nel mondo, ha aperto un negozio con l’insegna Deisel e non Diesel. «Lettering simile al nostro, stile streetwear ma palesemente taroccato, prezzi in linea con quelli degli altri negozi della strada. Disordinato e scomposto pure l’allestimento... uno spasso – spiega Rosso –. E per non perderci il divertimento abbiamo filmato tutto: alcuni hanno percepito la somiglianza con i veri prodotti Diesel, ma hanno comprato comunque. E ora hanno tra le mani pezzi unici che, scommetto, finiranno su internet a prezzi altissimi, perché sono, di fatto, una limited edition che non verrà replicata».

La strategia

Diesel è vittima del fenomeno dei falsi come tanti altri marchi della moda e Renzo Rosso pensa che questo sia un modo originale di combatterlo: «Ogni anno spendiamo più di un milione di euro in cause e parcelle di avvocati e continueremo a difenderci. Però è una battaglia molto difficile da vincere, quindi tanto vale usare anche l’arma dell’ironia. Ma c’è di più, per come la vedo io: un’iniziativa come il “finto” negozio a insegna Deisel è un modo per coinvolgere il consumatore, farlo sentire parte dello spirito del brand e, nel nostro caso, di un gioco, per quanto serio. Oggi il mercato chiede questo: un autentico sforzo dei brand di andare incontro alle persone, di farle sentire al centro dell’attenzione. Se questo significa persino “storpiare” il nome del marchio, si può fare. Per un tempo limitato, si intende».