La lingerie di lusso La Perla cambia casacca e diventa cinese

Il marchio, fondato da Ada Masotti nel 1954 a Bologna, era stato rilevato da Silvio Scaglia nel 2013 dal tribunale di Bologna

Redazione Tiscali

Un altro marchio del made in Italy sta per passare in mani straniere: è la lingerie di lusso La Perla che va verso la Cina. Il colosso Fosun International, già proprietario del Club Med, dell'ex sede di Unicredit a Piazza Cordusio e della squadra di calcio inglese Wolverhampton, ha ottenuto da Pacific Global Management un periodo di esclusiva di 30 giorni per portare avanti la due diligence con l'obiettivo di acquistare una quota di controllo. "La conclusione dell'operazione è soggetta all'approvazione del comitato d'investimenti di Fosun", hanno reso noto le due società ma l’affare sembra ormai cosa fatta.

Sono 1.650 dipendenti

Pacific Global Management (PGM) è la holding che controlla La Perla e fa capo all'imprenditore Silvio Scaglia, che nel 2013 versò poco più di 69 milioni di euro al Tribunale di Bologna per rilevare il marchio di lingerie e cercare di rilanciarlo con investimenti per 350 milioni di euro. Secondo gli ultimi dati, La Perla ha 1.650 dipendenti di cui 650 in Italia e 400 in Portogallo, 140 milioni di euro (rpt 140 milioni) di fatturato nel 2016, conta 160 punti vendita monomarca distribuiti in America, Asia, Europa e Medio oriente, tra cui 70 boutique in zone strategiche come via Montenapoleone a Milano, Rodeo Drive a Los Angeles e Aoyama a Tokyo.

La strategia di Scaglia

Dal canto suo Scaglia è ricordato come l'uomo che lanciò la telefonia mobile in Italia con Omnitel e come fondatore di Fastweb. E' considerato uno degli uomini più ricchi d'Italia con un patrimonio stimato che sfiora il miliardo di euro. E' finito nell'inchiesta Fastweb - Telecom Italia Sparkle ma poi è stato assolto con formula piena sia dal tribunale di Roma che dalla Corte d'appello.

2017 in perdita

La Perla, fondata da Ada Masotti nel 1954 a Bologna, è stata affidata da circa un anno alla guida creativa di Julia Haart, che ha molto ampliato l'offerta spaziando dalla tradizionale lingerie alla linea ready to wear; finora però non c'è ancora stato quel salto nel fatturato necessario a portare i conti in equilibrio. La società però, sulla quale da tempo si rincorrevano voci di vendita, si avvia a chiudere anche il 2017 in perdita e il pareggio, rimandato al 2018, potrebbe non essere raggiunto nemmeno il prossimo anno. Nel gruppo Scaglia ha realizzato importanti investimenti, circa 350 milioni, e ne occorrono un altro centinaio, secondo le dichiarazioni dello stesso imprenditore, per completare il piano di rilancio.

Filctem-Cgil: chiederemo spiegazioni

Dal canto loro i sindacati dei lavoratori di La Perla chiederanno chiarimenti all'azienda sull'operazione che potrebbe portare il gruppo cinese Fosun International ad acquistare una quota di controllo della casa di Intimo che impiega circa 500 persone solo su Bologna. "Avevamo capito che si stava muovendo qualcosa - spiega Roberto Guarinoni, segretario bolognese Filctem-Cgil - e avevamo sollecitato l'azienda a chiarire. Ci hanno dato un incontro per venerdì mattina e a questo punto andremo a chiedere spiegazioni. Quello che ci interessa è che continui il progetto di rilancio, che va avanti da qualche anno, pur con alcune difficoltà".