Non si dice, non si fa. 10 regole del galateo che non conosci

Sveliamo insieme i falsi 10 miti del bon ton che ci fanno cadere in errore

Oggi parliamo delle 10 regole del galateo troppo spesso dimenticate o, peggio ancora, sconosciute a tanti. Molte di queste le ho già sottoposte alla vostra attenzione trattando di argomenti specifici ma questa volta voglio stilare per voi una sorta di prontuario da tenere sempre a mente per correggere quei piccoli gesti che tutti i giorni compiamo errando magari senza saperlo.

Non si dice "Piacere!"

Non mi stancherò mai di ripeterlo: l'utilizzo della formula "piacere" va fatto solo al momento del commiato e quindi alla fine di un incontro, mai in occasione di una presentazione. Quando si incontra qualcuno per la prima volta non si può sapere se la conoscenza sarà o meno piacevole; al momento del saluto, invece, si può sottolineare di aver trascorso un momento piacevole in compagnia dell'altro.

Non si fanno domande "delicate" e personali

Durante una conversazione, ancor più se in luogo pubblico, non si devono mai fare affermazioni o domande su argomenti delicati e particolarmente personali che possano mettere in imbarazzo l'altro. La curiosità verso la vita degli altri non è mai una cosa elegante.

Non si dice "Salute!"

Quando una persona vicino a noi starnutisce premurarsi ad auguragli "salute" non è la cosa più educata e gentile da fare, come potremmo pensare. In realtà onde evitare di creare ulteriore imbarazzo in chi a starnutito, dovremmo solo premurarci di far finta di nulla. Se la situazione lo richiede sarà l'altro a scusarsi sommariamente e senza sottolineare troppo la cosa dopo aver avuto cura di ripararsi con un fazzoletto pulito o con il palmo della mano durante lo starnuto.

Non si dice "Buon Appetito!"

A tavola non si dice "Buon Appetito!", questo ormai lo sanno anche i muri! Augurare un appetito maggiore di quello che già si ha è sconveniente. Al massimo si potrà augurare ai commensali buona cena o buon pranzo facendo riferimento al momento di convivialità e non al pasto in sé. Meglio comunque accennare un sorriso e cominciare a mangiare, solo dopo che tutti siano seduti e che i padroni di casa diano il via a tutti.

Non si raccoglie il brodo verso di sé

Quando in tavola viene servito del brodo ci si pone sempre la domanda su come raccoglierlo tutto in modo elegante. IL galateo consente di inclinare il piatto ma, al contrario di come credono molti, è necessario sollevarlo verso il centro della tavola e non verso di sé onde evitare di sporcarsi con un gesto incauto. Si farà comunque attenzione a non sporcare nulla e si finirà la pietanza ricordando di portare sempre il cucchiaio alla bocca e non viceversa.

Non si chiede il sale

Chiedere il sale durante il pranzo significa affermare che il cibo servito non è stato preparato in modo ottimale e manca di sapore a nostro parere. In tal senso mai chiedere il sale durante un pasto. Se necessario, magari per condire qualcosa al momento, sarà già disposto in tavola e messo a disposizione degli ospiti in modo da non creare equivoci o imbarazzo.

Non si soffia sui cibi

Se una pietanza è troppo calda per essere consumata si attenderà qualche istante prima di procedere a mangiarla. Soffiare sul cibo è poco elegante e ci mette anche a rischio di compiere qualche gaffe sporcando la tavola o i vicini.

Non si dice "Non dovevi disturbarti!"

Espressioni come "non era necessario", "non dovevi disturbarti" o "non era il caso" quando si riceve un regalo non sono mai espressioni cortesi ed educate, al contrario sono affermazioni poco carine con cui manchiamo di rispetto a chi ci offre il dono sminuendone il gesto. Un semplicissimo grazie, accompagnato da un sorriso e possibilmente pronunciato con sentimento, è sempre la risposta migliore di tutte. 

Non si dice "Cin Cin!"

I momenti conviviali portano spesso a brindare con i commensali ma in questo caso è bene ricordare un piccolo dettaglio: quando si brinda non si sbattono i bicchieri tra loro pronunciando il celebre "Cin Cin" ma si sollevano i calici in direzione del festeggiato o della persona con cui si brinda guardandolo negli occhi. Al massimo si potrà pronunciare una frase augurale ma sempre con discrezione e sobrietà.

Non si lecca il cucchiaino

Finita la cena è il momento del caffé che la padrona di casa porta con tanto di piattino e cucchiaino. Questo una volta utilizzato per mescolare non va portato alla bocca ma solo riposto sul piatto e lasciato lì. Allo stesso modo per il the o per qualunque altra pietanza: il cucchiaio va portato alla bocca solo se pieno mai in altre situazioni.

Le Regole di V

 

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