Cistiti, calcoli, tumore della vescica: perché anche le donne devono andare dall’urologo

Sono tante le malattie urologiche al femminile. I numeri sono elevatissimi per l'incontinenza urinaria, con oltre 2 milioni di donne che ne soffrono in forme più o meno gravi

Cistiti, calcoli, tumore della vescica: perché anche le donne devono andare dall’urologo
TiscaliNews

L'urologo non è lo specialista solo per l'uomo: sono infatti molte le patologie urologiche al femminile, dalla calcolosi alla cistite, l'incontinenza ed il tumore della vescica. Per questo la Società italiana di urologia (Siu) ha aderito alla Giornata nazionale della salute della donna che si è celebrato sabato mettendo a disposizione dei cittadini i propri specialisti per sensibilizzarli sul tema, con consulti e visite gratuite sulle principali problematiche urologiche femminili. È stato diffuso un volumetto con le regole di prevenzione e le opzioni di trattamento e, soprattutto, le fake news che circolano sul web, da evitare con attenzione.

I rischi per le donne

Il tumore della vescica conta nelle donne circa 5 mila nuovi casi ogni anno, con più di 1.200 decessi, la calcolosi vescicale colpisce il 5% delle italiane (circa 300 mila). Numeri elevatissimi per l'incontinenza urinaria, con oltre 2 milioni di donne che ne soffrono in forme più o meno gravi. Lo stesso per la cistite, al 90% un problema femminile, a tutte le età. "Contrariamente al comune sentire - spiega Vincenzo Mirone, responsabile dell'Ufficio Comunicazione Siu e direttore del Dipartimento di Urologia all'Università Federico II di Napoli - l'urologo o l'urologa non sono solo i medici specialisti di riferimento per il maschio.

Ci sono anche le urologhe

In molti casi e per molte problematiche urologiche, le donne possono e devono rivolgersi ad uno specialista urologo, magari il medesimo del marito. Non dimentichiamoci inoltre che, come per la ginecologia, sono moltissime anche le urologhe donne". La presenza della Siu a questo evento, conclude Walter Artibani, segretario Generale Siu e professore ordinario di urologia all'Università di Verona, "fa aumentare il livello di conoscenza sull'urologia anche nel campo femminile. Un passo fondamentale per poter sensibilizzare le donne su molte problematiche spesso sottovalutate".