Non toccate quel bruco, i pericoli per l'uomo che si nascondono nella processionaria

Sembra un simpatico millepiedi, in realtà la processionaria può essere molto pericolosa per l'uomo e gli animali

Non toccate quel bruco, i pericoli per l'uomo che si nascondono nella processionaria
di Redazione

Con l’arrivo della primavera e i primi tepori torna a farsi concreto il "pericolo processionaria", si tratta di un lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, diffuso in Europa. Il nome di processionaria deriva proprio dall’abitudine di questi bruchi di spostarsi sempre in fila indiana, formando una vera e propria processione.

Diffusione

Le più diffuse in Italia e attive soprattutto nel periodo primaverile, sono la Thaumetopoea pityocampa (tipica del pino) e la Thaumetopoea processionea (tipica della quercia). Le processionarie nidificano soprattutto su pini e querce e sono estremamente dannose anche per le piante che le “ospitano”. Il periodo di maggior rischio di contatto con le processionarie inizia a marzo, fase in cui solitamente le larve abbandonano i nidi, e dura almeno fino alla fine di aprile.  Se vedete dei nidi biancastri in inverno su queste piante, allora è probabile che abbiate un’infestazione di processionaria. Le larve fuoriescono dai nidi in primavera, a marzo, ma nelle zone più calde le possiamo vedere uscire anche d’inverno.

Pericoli per la salute

Il pericolo è rappresentato dai peli urticanti che ricoprono il corpo della processionaria, questi peli vengono rilasciati nell’aria quando il bruco è in pericolo e la loro forma uncinata gli permette di agganciarsi alla vittima.

E' sufficiente grattarsi per diffondere una proteina tossica - la taumetopoeina - e altre sostanze allergizzanti, in grado di provocare reazioni allergiche rilevanti alla cute, alle mucose, agli occhi e allevie respiratorie. Si possono infatti scatenare reazioni allergiche, dermatiti, orticarie, congiuntiviti e anche problemi alle vie respiratorie. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico.

Soggetti a rischio

Ad alto rischio sono soprattutto i bambini che potrebbero essere attratti per gioco e gli animali domestici come i cani e i gatti che potrebbero leccare i bruchi e involontariamente i peli uncinati e urticanti che ricoprono l'insetto. Per questi ultimi il contatto potrebbe portare anche al decesso dell'animale.

Cosa fare in caso di contatto

In caso di contatto isciacquare il prima possibile la parte interessata, evitando di grattarsi. È utile farsi una doccia, lavarsi i capelli e cambiarsi d’abito maneggiandoli con i guanti perché potrebbero ancora contenere i peli urticanti. La terapia va valutata in base all’estensione dell’eritema, in genere viene somministrato cortisone in crema, ma è bene chiedere consiglio al medico.

Come difendersi

- Non avvicinarsi e non sostare mai sotto le piante infestate da processionarie, i peli possono essere trasportati dall’aria fino a una distanza di 200 metri.

- Evitare di toccare i nidi o le larve.

- Evitare di effettuare lavori che possono diffondere nell’aria i peli urticanti che riposano al suolo, ad esempio: rastrellare foglie e/o erba falciata, falciare l’erba.

- Non tentare con mezzi "fai da te" di distruggere i nidi, in quanto il primo effetto che si ottiene è quello di favorire la diffusione nell’ambiente dei peli urticanti.

- Evitare di toccare la corteccia di alberi, arbusti o rami che hanno ospitato un nido.

- Lavare abbondantemente frutti e prodotti di orti in prossimità delle zone infestate.

Effetti della processionaria sul cane, i sintomi

Se il cane dovesse leccare una processionaria  i sintomi sono immediati. Il primo è l’improvvisa e intensa salivazione, a cui fa spesso seguito il vomito emorragico e la diarrea emorragica, la lingua si ingrossa notevolmente e inizia il processo di necrosi della parte che è venuta a contatto con il bruco, con la conseguente perdita di porzioni di lingua. Il cane inoltre mostra evidenti segni di debolezza e rifiuta il cibo.

Cosa fare

E’ necessario agire con la massima tempestività cercando di allontanare i peli urticanti l'avando la zona con dell'acqua e portartando prima possibile il cane dal veterinario.