“Dieci vaccini non sono troppi, le mostro io a che cosa servono”: lettera di una madre a Salvini

La madre di un bambino immunodepresso ha scritto al ministro che nei giorni scorsi si è espresso contro i vaccini obbligatori

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini
TiscaliNews

A parte il suo cavallo di battaglia, i migranti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini lancia più o meno una dichiarazione al giorno sugli argomenti più disparati per tenere alta l’attenzione su di sé. Sembra che segua un preciso copione da eterna campagna elettorale senza curarsi delle competenze tipiche del dicastero che dirige. Coerentemente con questa strategia comunicativa qualche giorno fa ha detto la sua sui vaccini obbligatori: “Dieci sono inutili e talvolta dannosi”. Non ha specificato quali siano di troppo, sembra che sia solo il numero a dargli fastidio.

Propaganda e competenze ministeriali

La sua collega ministra della Salute, Giulia Grillo, si è affrettata a ricordargli che la competenza sulla materia non è del Viminale, tutta la comunità scientifica, capitanata dall’immunologo Roberto Burioni, gli ha dato addosso ma il leader della Lega non si è dato pensiero. Ultima di una lunga lista, prova ora una mamma a farlo ragionare. La madre di un bambino immunodepresso che ha scritto una lunga lettera al ministro che è stata pubblicata da La Repubblica.

La lettera di una mamma

“Caro Ministro Salvini, la questione dei vaccini e in generale il tema della salute è troppo importante per persone come me che hanno vissuto sulla pelle dei propri figli il dramma di una grave malattia… Ora Lei è un padre, lo ha detto spesso in queste settimane, e quindi capirà quale sia la paura di un genitore nei confronti della salute dei propri figli. Le giuro Signor Ministro 10 vaccini non sono troppi, non è vero. La mia creatura è sopravvissuta ad una polichemioterapia per due anni, e dopo sei mesi dallo stop ha fatto tutti insieme tutti i richiami vaccinali. Non è successo nulla. La mia creatura oggi è come tutti gli altri bambini della sua età, non ha difetti cognitivi, non ha difetti comportamentali, non ha difetti fisici. Ha solo una cicatrice sul petto. Una cicatrice che mi ricorda ogni giorno perché la medicina e la scienza abbiano questo grande valore: lasciare su questa terra creature che non molti anni fa sarebbero state irrimediabilmente condannate ad un’altra sorte”.

I vaccini proteggono soprattutto chi non li può fare

“Ecco, Ministro Salvini, io non Le chiedo di credere o di ascoltare la mia testimonianza. Le chiedo di vedere con i suoi occhi cosa sia la vita di un bambino immunodepresso e della sua famiglia. Le chiedo di vedere l’inferno che vivono. Io so che Lei è sempre stato interessato alle storie delle persone, le ha ascoltate per tanto tempo. Io sono disponibile ad accompagnarla fino alle porte a vetri che separano il mondo dei sani da quello dei malati. Le porgerò il camice verde in carta tessuto, le infilerò i copriscarpe in plastica, le legherò la mascherina color menta sul viso e la accompagnerò personalmente all’ingresso. Non verrò con Lei, perché io questo inferno con le pareti pastello lo conosco troppo bene, e da quando la mia creatura ha finito la chemioterapia ho giurato a me stessa che mai più avrei voluto rivedere quegli occhi sproporzionati, quella pelle come un velo, quelle gambe sottili e tremanti, quei corpi evanescenti, che se non fosse per la scienza e la medicina, sarebbero dei condannati a morte senza possibilità di appello La aspetterò fuori per tutto il tempo che sarà necessario, glielo prometto, e ascolterò quello che ha da dirmi. E io spero, con tutto il cuore, che dopo questo breve ma intenso viaggio in una realtà durissima da guardare ad occhi aperti Lei, che è un uomo delle istituzioni, vorrà essere anche il Ministro di questi bambini. Loro lo vorrebbero, ne sono sicura...
Cordialmente
Roberta Paolini”.