Tra i bambini europei cresce sovrappeso e obesità, tra le cause l'eccessiva pigrizia

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Ricordate il gioco della "campana"? Quando era il  passatempo preferito dai bambini,  di obesità infantile si parlava poco. Oggi, nell'epoca del gioco virtuale, il sovrappeso è la norma nei paesi europei, Italia inclusa e riguarda più il 27% dei ragazzini di 13 anni e il 33% degli undicenni. Se non curati in tempo, i bambini con chili di troppo rischiano più degli altri di diventare adulti obesi, ammalarsi di diabete e patologie cardiovascolari e sviluppare la sindrome metabolica.

L'allarme arriva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità,  che ha diffuso un report condotto in 53 Stati, per scattare una fotografia del sovrappeso europeo tra i più giovani. I più grassi sono i ragazzi greci, portoghesi, irlandesi e spagnoli, i più magri sarebbero gli olandesi e gli svizzeri, mentre i dati sugli italiani seguono la media europea, malgrado la dieta mediterranea: il sovrappeso a 11 anni è arrivato al 35% per i ragazzi e al 22% per le ragazze e a 13 anni coinvolge il 27% dei ragazzi ed il 17% delle ragazzine. Ma i più a rischio sono i bambini di 8 anni: circa la metà di loro pesa più del normale e più del 20 per cento circa sarebbe addirittura obeso.

La colpa? Più allattamento artificiale, alimentazione troppo ricca di grassi saturi e zucchero, ma soprattutto la sedentarietà. Stando ai risultati dell'indagine, in Italia la prevalenza dell'allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi è infatti solo del 2% (siamo agli ultimi posti della classifica), mentre l'11,3% delle calorie totali proviene da grassi saturi, una percentuale al di sopra della dose raccomandata (del 10%). Quanto al consumo di sale, che non dovrebbe superare i 5 grammi al giorno, è in media di 11 grammi per gli uomini e 8 g per le donne. C'è però un dato positivo: il consumo giornaliero di frutta e verdura tra i bambini italiani è al di sopra della soglia raccomandata da OMS e Fao, mentre è insufficiente in Francia, Germania e Inghilterra.

Ma il vero problema è la sedentarietà, che riguarda circa il 60% dei 15enni italiani. Secondo il rapporto dell'OMS “l'inattività fisica, abbinata a una cultura che promuove cibi economici e di scarsa qualità, ricchi di sale, grassi e zuccheri, è fatale".

L'attuale crisi economica non aiuta certamente una sana alimentazione e il mantenimento del peso ideale: l'aumento dei prezzi corrisponde spesso alla scelta dei cibi più economici e calorici, responsabili dell'accumulo di chili. La conferma arriva anche da una recentissima ricerca dell'American University di Washington, pubblicata sulla rivista scientifica “Pediatrics”, che dimostra come nelle famiglie con un reddito medio- basso, i prezzi alti di frutta e verdura fresca siano associati a un aumento dell'indice di massa corporea (BMI) dei bambini, che sono dunque più in sovrappeso.

Ma quali sono gli errori da evitare ? Innanzitutto l'eccesso di zucchero: i bambini (con l'aiuto dei genitori) dovrebbero abituarsi ad assumere bibite non zuccherate, mentre sciroppi, bevande gassate, succhi di frutta, pasticcini, barrette di cioccolato devono restare delle eccezioni. L'eccesso di grassi saturi, di derivazione animale, può essere contrastato moderando le quantità di panini imbottiti con affettati grassi ( come salame, mortadella, salsicce, pancetta), patatine fritte, pizze farcite, piatti troppo conditi. L'abuso di sale, spesso nascosto in molti alimenti, come formaggi, salumi, pane e alimenti pre-confezionati, rappresenta un altro errore, perché provoca ritenzione di acqua e a lungo andare può portare a un aumento della pressione sanguigna. Può essere evitato abituando i bambini fin da piccolissimi al sapore naturale degli alimenti. I ragazzini di oggi assumono anche poche fibre, utili per favorire il transito intestinale, ridurre l'assorbimento di grassi e dare un maggiore senso di sazietà: è consigliabile quindi mangiare regolarmente frutta e verdura, cereali integrali e leguminose.È poi fondamentale fare sempre colazione (pasto che viene spesso saltato), per fare il pieno di energia, migliorare la prestazione psico-fisica e controllare la fame nei pasti successivi.

Le buone abitudini alimentari dovrebbero, insomma, cominciare già dallo svezzamento, perchè le scelte alimentari di questo periodo sono fondamentali sia per la formazione del gusto, sia per impostare le abitudini alimentari future, evitando eccessi o deficit nutrizionali: 5 pasti al giorno, 2 litri di acqua, riduzione dei grassi, in particolare quelli saturi, meno sale e zuccheri semplici, più pesce, più fibre, 5 porzioni tra frutta e verdura.



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