Diete vegetariane, quali i rischi e i benefici?

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

C'è chi rifiuta la carne o il pesce per motivi etici, chi per principi religiosi, chi per attenzione alla salute o preoccupazione per l'ambiente, ma anche nella convinzione che aiuti a dimagrire. Si tratta di una scelta di vita, ma qualsiasi sia la motivazione, il numero dei vegetariani in Italia sta aumentando al ritmo del 15% l'anno: secondo i rapporti Eurispes, rispettivamente del 2013 e del 2014, è passato da 3,7 milioni a 4,2 milioni. Fanno parte dei vegetariani anche i vegani, che eliminano dalla tavola tutti i cibi di origine animale, compresi uova, latte e latticini.

Ma quali sono i rischi per chi decide di alimentarsi solo con frutta, verdura, legumi, soia e cereali? Se la dieta non è ben pianificata, il rischio è andare incontro a carenze nutrizionali, per l'esclusione di alcuni nutrienti e vitamine importanti. La dieta vegetariana meno stretta, che prevede anche uova, latte e derivati, è perciò più accettabile e non dannosa per la salute. Va comunque tenuto presente che le proteine vegetali e animali non sono tutte uguali: le prime (contenute nei legumi e nella soia) spesso mancano di alcuni amminoacidi essenziali e devono essere integrate con altre proteine presenti nei cereali, come quelle della pasta (l'ideale è la pasta e fagioli).

I vegani possono invece andare incontro a uno squilibrio nutrizionale, se non pianificano più attentamente la dieta e soffrire di anemia per carenza di proteine, ferro, acido folico e vitamina B12, o di altri disturbi causati dalla mancanza di rame, zinco, selenio, vitamina D e acidi grassi essenziali. Negli adolescenti, sportivi o nelle persone anemiche, la dieta vegana può quindi essere pericolosa.

Ma come assicurarsi allora la giusta quantità di proteine e vitamine? Chi decide di seguire la dieta vegetariana deve imparare a sostituire le sostanze nutritive contenute nella carne e nel pesce consumando sempre legumi, cereali, frutta secca, tofu (formaggio di soia). Per chi invece esclude anche latte e derivati, una buona fonte alternativa di calcio è anche il latte di soia arricchito con calcio, la frutta secca, i fagioli di soia e quelli bianchi, i fichi, i broccoli e i cavolfiori. Chi poi non mangia il pesce, ha bisogno di integrare la dieta con acidi grassi essenziali omega -3 (sotto forma di integratori) e omega -6, che sono comunque presenti anche nei semi di lino, nelle noci e nelle arachidi.

Quanto ai vantaggi, la dieta vegetariana abbonda in frutta e verdura, alimenti ricchi di antiossidanti, in grado di contrastare la formazione di radicali liberi, che favoriscono invecchiamento e tumori. Ma non solo. In un documento sul rapporto tra introiti di frutta e verdura e rischio di diabete mellito e malattie cardiovascolari del 2005 l'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia alcuni benefici in chi segue diete vegetariane: valori minori di pressione sanguigna, minore mortalità per cardiopatia ischemica e ictus cerebrale e una ridotta incidenza di diabete mellito.

La convinzione che la dieta vegetariana aiuti a perdere peso non è invece del tutto corretta: diversi studi hanno rilevato una minore incidenza di sovrappeso e obesità tra i vegetariani, e in particolare tra i vegani, rispetto ai non-vegetariani, ma non esiste la certezza assoluta che eliminando cibi di origine animale si dimagrisca, soprattutto se si eccede con cereali, legumi, grassi e dolci. Il fatto che spesso i vegetariani siano più magri e sani potrebbe dipendere dal fatto che vivono in modo più salutare, fanno più esercizio fisico e che tra di loro ci siano molti più “non fumatori”.

C'è comunque una buona notizia per i cultori del vegetarismo, soprattutto per i vegani:da maggio partirà il progetto Pharma Vegana, che prevede la presenza di farmacisti preparati ad hoc in diverse farmacie (per ora dislocate al Nord), in grado fornire consulenze gratuite a clienti vegetariani e vegani con speciali esigenze alimentari: gli integratori da prendere per compensare la mancanza di ferro o omega-3 o i farmaci permessi che non contengono sostanze di derivazione animale. Le farmacie e le parafarmacie aderenti al circuito saranno riconoscibili da un marchio specifico.

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