Infarto al femminile, cosa devono sapere le donne

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Dolore alle spalle, alla schiena, alla mandibola, ma anche respiro corto e affannoso, stanchezza profonda, nausea, vomito: nella donna l'infarto non sempre esordisce con il tipico dolore toracico, ma i sintomi possono variare ed essere diversi da quelli dell'uomo, al punto da essere spesso trascurati e sottovalutati o addirittura mancare del tutto (infarto «silente»). La chiamata dei soccorsi arriva così in ritardo, con conseguenze che dipendono dal grado e dalla durata dell'ostruzione coronarica. Più tempo si aspetta, più il danno può aumentare. Proprio per renderle le donne più consapevoli delle differenze "di genere", sta partendo "Vivi con il Cuore", la prima campagna di informazione al femminile per riconoscere e prevenire le malattie cardiovascolari e l'infarto. La riduzione, anche minima, dei fattori di rischio (come la pressione alta, l'aumento del colesterolo e dei trigliceridi o il fumo di sigaretta) potrebbe ridurre della metà l'incidenza delle patologie cardiovascolari, un risultato importante se si pensa che sono la prima causa di morte nel sesso femminile, responsabile di più del 41% di tutti i decessi (contro il 34% degli uomini).

L'informazione corretta è fondamentale nella prevenzione, anche perché in Italia solo il 7% delle donne sopra i 35 anni ha un profilo di rischio cardiovascolare favorevole. I motivi? la donna di oggi ha uno stile di vita sempre più "maschile", è più impegnata nel lavoro, fuma più dell'uomo (ma raramente smette), prende contemporaneamente la pillola anticoncezionale e intorno ai 50 anni entra in menopausa, periodo della vita che segna la fine della protezione ormonale del cuore. L'iniziativa, sostenuta da diverse società scientifiche (quali la Società Italiana di Cardiologia, le Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali, la Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio e la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) utilizza un portale web (www.viviconilcuore.it) e una app disponibile gratuitamente, in cui è possibile trovare informazioni sul nostro cuore, conoscere le differenze di "genere" e i sintomi dell'infarto tradizionali e specifici nella donna, un test per valutare il proprio stile di vita e consigli per la prevenzione.

Le donne ne sanno infatti ancora troppo poco e spesso si considerano immuni da certe malattie che per anni hanno colpito soprattutto il sesso maschile. Un'indagine recente condotta su un campione di 1000 donne tra i 40 e i 60 anni svela dati preoccupanti: 8 donne su 10 (il 76%) non sanno che le malattie cardiovascolari e l'infarto sono la loro prima causa di morte, mentre il 68% ritiene che siano un problema tipicamente maschile, il 71% delle intervistate indica il dolore toracico come sintomo cruciale dell'infarto, ma la maggioranza non sa che esistono altri segnali di allarme (diversi dall'uomo) e meno della metà sa riconoscere gli altri sintomi non specifici. Solo il 24% crede che le malattie cardiovascolari siano la principale causa di morte nelle donne, ma l'80% dichiara che ci sono maggiori possibilità di sopravvivere se si riconoscono immediatamente i segnali dell'infarto.

Quanto ai fattori di rischio, le donne intervistate dichiarano di riuscire a tenere sotto controllo la pressione arteriosa, il colesterolo e il fumo, mentre più difficilmente ci riescono con lo stress, il lavoro e le responsabilità, e solo il 21% sa che il rischio infarto aumenta molto in menopausa. "Ogni donna, soprattutto dopo la menopausa, dovrebbe quindi conoscere il proprio profilo di rischio e fare più attenzione ai segnali del proprio corpo - affermaFerruccio Ceriotti, Presidente SIBioC, Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – "Anche perché il 51% delle donne italiane in menopausa soffre di ipercolesterolemia, il 58% è ipertesa, il 12% è diabetica, il 67% è in sovrappeso o obesa e il 18% fuma, tutte situazioni in gran parte prevenibili adottando uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, praticando un'attività fisica costante, smettendo di fumare, limitando il consumo di alcol, mantenendo un peso equilibrato".

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