Primavera, tempo di allergie

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Ne soffre il 25 per cento degli adulti e il 30 per cento dei bambini, ma secondo alcune stime nel 2021 le percentuali potrebbero arrivare al 45-50 per cento: le allergie primaverili sono scatenate nell'area mediterranea dai pollini di graminacee e soprattutto di parietaria (la famiglia di piante più diffusa al mondo), ma anche di Oleacee (frassino o e olivo). Tra i sintomi, gli starnuti ripetuti, la congiuntivite, la lacrimazione e il prurito, il senso di stordimento, ma anche la tosse e, nei casi più gravi, l'asma. Fattori ambientali, come inquinamento atmosferico e fumo, hanno però oggi un ruolo sempre più forte perché, oltre ad agire come irritanti, possono favorire una maggiore predisposizione all'allergia. Per conoscere in modo preciso i tempi della pollinazione, esiste a livello nazionale il "bollettino dei pollini" che, mediante i 70 centri italiani di monitoraggio della penisola, coordinati dall'Associazione Italiana di Aerobiologia,diffonde ogni settimana i dati sulle concentrazioni medie giornaliere dei pollini e di alcune spore fungine. Consultando il "calendario pollinico", è quindi possibile controllare la loro concentrazione nei diversi mesi dell'anno.

I sintomi, specie se leggeri, possono essere controllati con farmaci antistaminici e broncodilatatori, ma nei casi più gravi, oltre ai cortisonici, l'arma più potente resta il vaccino (somministrabile oggi sia in iniezioni, sia in gocce o compresse per via sublinguale). L'immunoterapia è l'unico trattamento in grado di indurre una tolleranza immunologia verso la sostanza cui si è sensibili, modificando così la storia naturale della malattia allergica. Se i sintomi durano più di sei settimane e richiedono il cortisone, è necessario quindi il trattamento desensibilizzante, che riduce i sintomi della rinite allergica e diminuisce nel tempo il rischio di sviluppare l'asma. Il vaccino, che va fatto per almeno tre anni, va somministrato però prima della pollinazione (in genere a dicembre) e deve proseguire durante la stagione pollinica. Il problema è rappresentato dai costi, al momento non sostenuti in tutte le regioni dal Sistema Sanitario Nazionale, ma a carico del paziente (un ciclo annuale di vaccino antiallergico costa tra i 300 e i 500 euro).

Se intervenire è importante, altrettanto lo è la diagnosi precoce e la prevenzione: il 40 per cento di chi soffre di rino-congiuntivite può sviluppare infatti anche l'asma (l'80 per cento degli asmatici è affetto anche da rinite). La diagnosi, da fare preferibilmente in autunno, è sempre perciò consigliata anche in chi soffre di allergia in forma lieve e si avvale di due test principali, lo Skin Prick test e la ricerca delle IgE specifiche nel siero.

Ma come prevenire o ridurre gli effetti dannosi del polline e delle spore fungine? Oltre a valutare il periodo di pollinazione di piante ed erbe a cui si è allergici, consultando i calendari pollinici, è utile seguire alcuni consigli. Un decalogo è stato appena messo a punto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: in primavera, avvertono gli esperti, chi soffre di allergie dovrebbe evitare prati, campi coltivati e terreni incolti, evitando, se possibile, di trasferirsi in campagna proprio nel periodo critico e scegliendo per le ferie nel periodo in cui sono più forti i disturbi preferibilmente il mare o l'alta montagna. Da evitare sono anche le gite nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e tempo secco. Per le passeggiate va preferito il sotto bosco dove il polline arriva più raramente, mentre e in macchina è consigliabile tenere i finestrini chiusi e accendere i sistemi di condizionamento dopo aver verificato la pulizia dei filtri.

Nel periodo critico della pollinazione 
chi soffre di allergia primaverile dovrebbe praticare sport preferibilmente in luoghi chiusi, palestre e piscine coperte, così andrebbero evitati la bicicletta o il motorino (possono essere utili mascherine a copertura di bocca e naso e occhiali da sole).
 Non solo ma il decalogo suggerisce a chi è allergico di non tagliare l'erba del prato nel periodo di malessere, ne fermarsi nelle vicinanze quando altri tagliano o hanno tagliato l'erba. 
Durante la stagione pollinica è utile cambiarsi i vestiti rientrando in casa, fare lavaggi endonasali, doccia e sciacquare il viso e i capelli.
 E ancora, evitare il contatto con il fumo di tabacco e in quel periodo, anche con polveri o peli di animali domestici.

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