Allarme depressione, solo una persona su tre si cura

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Ne soffre in Italia il 12,5% della popolazione, un esercito di 7,5 milioni di persone, ma solo il 34,3% si cura: sono i numeri diffusi dall'Aifa sulla depressione (con il Rapporto OsMed-Uso di farmaci in Italia- 2013), a cui vanno aggiunti 4 milioni di persone coinvolte indirettamente dal disturbo, in particolare i familiari del malato. All'impatto sociale di questa malattia, a maggiore incidenza al mondo, si associa quello economico, con costi diretti di circa 4000 euro l'anno per ogni paziente dovuti a cure, ricoveri, assistenza e prevenzione delle ricadute e costi indiretti provocati dall'assenza dal lavoro.

La sua enorme diffusione è dimostrata da diversi studi, come la ricerca IDEA (Impact of Depression in the Workplace in Europe Audit), che ha coinvolto in Europa più di 7000 persone fra i 16 e i 64 anni, lavoratori e dirigenti: il 20% degli intervistati aveva avuto una diagnosi di depressione e durante l'ultimo episodio le giornate di assenza dal lavoro erano state 36. Ammettere di soffrirne non è sempre facile, soprattutto in ufficio: tra i depressi, una persona su quattro aveva infatti dichiarato nell'indagine di non aver mai parlato del problema al datore di lavoro e in un caso su tre per paura di perdere il posto.

Secondo le previsioni, il "male oscuro" diventerà la maggior causa di disabilità nel 2020 dopo le malattie cardiovascolari.Della necessità di aumentarne la consapevolezza, per prevenirlo, riconoscerlo e curarlo si è parlato durante il Forum "Un Viaggio di 100 anni nelle neuroscienze", organizzato a Roma all'Accademia dei Lincei da The European House-Ambrosetti. I disturbi non riguardano solo la sfera psichica: oltre alla profonda tristezza, al dolore morale, al senso d'inutilità, alla disperazione e perdita dello slancio vitale,alla incapacità di provare gioia e piacere, al disinteresse per le normali attività, al senso di inadeguatezza nello svolgimento del lavoro di ogni giorno, tutte condizioni che aumentano il rischio di suicidio, chi soffre di depressione sta male anche fisicamente, con disturbi a carico di diversi organi e accusa disturbi cognitivi, spesso non riconosciuti, con conseguente peggioramento della qualità di vita. I disturbi cognitivi sono rappresentati da difficoltà nell'attenzione, nella concentrazione e memorizzazione, da incertezza e incapacità di prendere qualunque decisione, anche la più semplice.

La depressione, più frequente nelle donne, si manifesta tra i 20 e i 50 anni, in media intorno ai 40 anni, ma negli ultimi anni, probabilmente per la diffusione dell'abuso di sostanze (droghe e alcol), anche sotto i 20 anni. Fondamentale è la diagnosi precoce e la terapia con farmaci antidepressivi (tra cui triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, inibitori delle monoaminoossidasi) in genere efficaci nell'80-90% dei casi. La durata della cura, che va comunque integrata con la psicoterapia, varia da 5 a 6 mesi, per il primo episodio e per le forme che si presentano sporadicamente, fino a diversi anni, quando le recidive sono frequenti.

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