Tumori, la via della prevenzione passa per una sana alimentazione

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Un terzo dei tumori potrebbe essere evitato seguendo una sana alimentazione, mantenendo il giusto peso e svolgendo una regolare attività fisica. Se da una parte mangiare male e troppo favorisce l'insorgenza di alcune neoplasie, come quella del colon retto, della mammella, dell'endometrio e della prostata, oltre che dell'obesità, del diabete, dell'ipertensione e delle patologie cardiovascolari, è anche vero che alcuni componenti della dieta svolgono una vera e propria chemioprevenzione alimentare, contrastando l'insorgenza, lo sviluppo e la recidiva dei tumori.

Introducendo nell'alimentazione di ogni giorno determinate sostanze contenute soprattutto nei vegetali, gli antiossidanti, che combattono i radicali liberi dell'ossigeno, è possibile ridurre il rischio di tumori. Cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura forniscono il giusto apporto di antiossidanti, raccomandati per proteggersi dai radicali liberi dannosi per il DNA delle cellule.

E' quanto hanno ribadito anche gli esperti dell'ADI - Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, che in occasione del WORLD CANCER DAY 2016 hanno consigliato 10 regole per una corretta prevenzione oncologica sulla base delle linee guida emanate dal World Cancer Research Fund International (WCRF).

Innanzitutto è fondamentale aumentare il consumo di alimenti di origine vegetale, limitando invece la carne rossa (preferendo quella bianca) e abolendo le carni lavorate e conservate, ma anche ridurre fortemente le bevande alcoliche (massimo 2 bicchieri al giorno per l'uomo e 1 bicchiere per la donna), quelle zuccherate e i cibi troppo calorici. Quanto al sale, il suo consumo va ridotto, aumentando l'uso di spezie, aromi ed erbe aromatiche e leggendo sempre le etichette per controllare il contenuto di sodio nei prodotti industriali. Tra le altre raccomandazioni, l'ADI suggerisce di controllare il peso corporeo (l'IMC o indice di massa corporea deve mantenersi tra 18,5 e 24,9) e svolgere una regolare attività fisica (camminare a passo svelto per almeno 150 minuti a settimana).

Infine gli esperti consigliano di variare la dieta, rispettando la disponibilità stagionale dei prodotti, favorire l'allattamento al seno del bambino almeno per i primi 6 mesi ( per proteggere, oltre il bambino, anche la madre dal tumore al seno e dall'insorgenza di obesità e sovrappeso) e adottare sempre la dieta mediterranea. Queste raccomandazioni sono valide anche per chi dal cancro è guarito e non ha riportato effetti collaterali provocati dalle terapie, mentre non valgono per i pazienti sottoposti a trattamenti chirurgici, radioterapici o chemioterapici, i cui fabbisogni nutrizionali specifici richiedono l'aiuto dello specialista competente (dietologo e dietista).

Ma come regolarsi in pratica con la dieta? Basta abbondare in frutta e verdura, olio extravergine di oliva (ricco di vitamina E, utile nella prevenzione del cancro del seno e del colon), pesce e legumi, ma anche cereali integrali (da limitare però se si è in sovrappeso). Tra gli alimenti con maggiore potere antiossidante, ci sono i pomodori, ricchi di vitamina C e licopene, i broccoli, i cavoli, i cavolfiori, contenenti l'indolo-3-carbinolo, utile per prevenire il tumore del colon, della mammella, delle ovaie e della prostata, e altre sostanze, come il betacarotene (di cui sono ricchi le carote, la barbabietola e le verdure giallo-arancione o verde scuro), i polifenoli (presente nell'uva), alcuni minerali, come il selenio, il rame e lo zinco, i flavonoidi e gli isoflavoni, sostanze simili agli estrogeni naturali, di cui sono ricchi i frutti di bosco. Gli omega -3, in particolare l'acido eicosapentaenoico, sono dotati di attività anti-infiammatoria e hanno mostrato proprietà antitumorali in sperimentazioni sull'animale.

Da non trascurare infine l'importanza delle fibre (contenute nei cereali integrali, oltre che in frutta e verdura), che riducono il rischio di tumore del colon retto, e della flora batterica intestinale, che limita lo sviluppo di agenti patogeni, riducendo l'infiammazione e l'eventuale produzione di sostanze cancerogene.

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