Per bambini e adolescenti celiaci, strada meno invasiva per la diagnosi. Basterà l'esame del sangue

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Potrebbe bastare il solo test sul sangue per diagnosticare la malattia celiaca: nei bambini con livelli di anticorpi specifici che superano di 10 volte i valori normali, l'esame endoscopico e la biopsia intestinale potrebbero quindi perdere importanza, mentre restano indispensabili negli adulti. A stabilirlo è il nuovo protocollo di diagnosi e follow up per la celiachia del Ministero della Salute, discusso durante il IV Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana Celiachia (AIC). I celiaci diagnosticati in  Italia sono circa 180mila, ma circa 400mila italiani, di cui  proprio 50mila bimbi, non sanno ancora di esserlo, con rischi per la salute.

La diagnosi di intolleranza al glutine, vera e propria malattia autoimmune e una delle cause principali di malassorbimento, prevede diversi passaggi: la ricerca degli anticorpi specifici, gli AGA (anticorpi antigliadina), gli EMA (anticorpi antiendomisio) e gli Anti-transglutaminasi, e il test genetico, che confermano la predisposizione ad ammalarsi,  e la  biopsia nel duodeno (prima parte dell'intestino tenue) eseguita durante la gastroscopia necessaria per dimostrare con l'esame istologico l'appiattimento dei villi intestinali e il danno istologico.

I sintomi del Morbo celiaco non sono sempre chiari, ma sfumati e se la diagnosi non è tempestiva, chi ne soffre rischia conseguenze sulla salute anche gravi, dall'osteoporosi e l'anemia, causati rispettivamente dal malassorbimento del calcio e del ferro, al  ritardo di crescita nei bambini, dall'infertilità nelle donne, fino all'aumento del rischio di tumori intestinali, in particolare il linfoma.

Il documento elaborato dal Ministero è stato aggiornato con l'inclusione delle  linee guida della European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN), che stabiliscono regole precise: nei bambini con predisposizione genetica (riscontro dei geni predisponenti HLA DQ2 e/o DQ8) e livelli di anticorpi specifici superiori di 10 volte il valore normale, i villi intestinali sono sicuramente atrofici e la diagnosi di celiachia è certa, indipendentemente dall'esecuzione della  biopsia, invece fondamentale e necessaria sempre negli adulti, in cui le modalità di diagnosi sono invariate. Tra le altre condizioni associate, necessarie per non eseguire la biopsia  nei più piccoli, ci sono anche la presenza di sintomi o segni clinici dovute alla celiachia e  la risposta favorevole alla dieta senza glutine.

Si tratta, secondo gli esperti, di un approccio più rapido, sicuro e meno invasivo, che semplifica e rende meno traumatica la diagnosi per i bambini, facilitando l'individuazione della malattia e riducendo le diagnosi errate. Le linee guida sottolineano anche l'importanza di monitorare chi soffre di celiachia, cioè del follow-up, con controlli e scadenze regolari: il primo a  un anno dalla diagnosi, e in seguito ogni due anni, con particolare attenzione agli adolescenti, che difficilmente  aderiscono completamente alla dieta senza glutine, la miscela proteica che provoca la reazione immunitaria anomala dell'intestino tenue nelle persone geneticamente predisposte.

L'unica cura è infatti per ora infatti solo la dieta aglutinata. Il glutine è contenuto in alcuni cereali, come grano, orzo, segale, ma anche farro e kamut, e quindi nella pasta, nel pane, nella birra, nei grissini, nei corn-flakes e nel  pane grattuggiato. Seguirla in modo preciso  può evitare o far regredire i danni istologici dell'intestino tenue tipici della malattia,  dall'infiammazione, fino alla scomparsa dei villi intestinali. L'esclusione dalla dieta dei cereali contenenti glutine  deve essere seguita per tutta la vita in modo rigoroso,  perché anche piccole quantità di questa proteina possono provocare la riacutizzazione della malattia e provocare danni intestinali. Al celiaco sono però permessi altri cereali, come il riso, il mais, il  tapioca,  il grano saraceno e il  miglio.

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